Tuesday, 30 November 2021

Chiappetta: “Le politiche dell’infanzia al centro del nostro impegno”

Dare attuazione a livello locale alle direttive internazionali e agli obiettivi fissati dalla normativa statale per la piena affermazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza; prevenire e contrastare ogni fenomeno di abuso nei confronti dei minori; realizzare interventi di aiuto e Dare attuazione a livello locale alle direttive internazionali e agli obiettivi fissati dalla normativa statale per la piena affermazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza; prevenire e contrastare ogni fenomeno di abuso nei confronti dei minori; realizzare interventi di aiuto e di sostegno per i bambini vittime di violenza e maltrattamenti.

Il Capogruppo del Pdl Gianpaolo Chiappetta


Sono questi alcuni degli obiettivi perseguiti dal progetto di legge di cui mi sono fatto promotore che muove dai capisaldi della nostra Carta Costituzionale in materia di salvaguardia dei valori della dignità e dei diritti dei minori, contro qualsiasi situazione o contesto di degrado ambientale, sanitario e culturale che possano comprometterne un sano sviluppo psico-fisico e una normale crescita pedagogica.

Principi questi, fortemente sostenuti anche dal diritto internazionale che nella Convenzione dei Diritti del Fanciullo (1989)riconosce il minore come un soggetto di diritto; prevede una serie di situazioni giuridiche poste a tutela dei minori considerati non più come semplici destinatari passivi, ma come soggetti attivi nella società civile. Al bambino viene infatti riconosciuto il diritto alla famiglia, all'educazione, allo sviluppo fisico, intellettuale, morale, sociale e spirituale.

Un diritto di carattere universale è, poi, quello di poter sviluppare pienamente le proprie potenzialità, di relazione, di autonomia, di creatività in un contesto di cognizione ludico e affettivo, in un ambiente familiare di amore e comprensione. Occorre preparare idoneamente il fanciullo ad avere una sua vita individuale nella società ed educarlo nello spirito degli ideali di dignità e libertà.

Si considera in particolare la necessità di garantirgli una protezione speciale sia a causa della sua mancanza di maturità fisica e intellettuale, che in virtù del fatto che gli si attribuisce un ruolo fondamentale nella famiglia, perno della società moderna.
Il progetto di legge 111/9^ prende ispirazione da esperimenti sociali di grande successo quali, tra gli altri, "Telefono Arcobaleno" e si svilupperà in tre fasi. Attraverso le due figure del Garante per l'infanzia e l'adolescenza e l'Osservatorio Regionale sui Minori si provvederà alla sensibilizzazione territoriale del fenomeno e degli aspetti di maggiore pericolosità con conseguente corresponsabilizzazione individuale e della società ad una radicata azione di prevenzione attraverso la formazione e l'informazione.

A questo fine verrà istituito un tavolo di concertazione tra soggetti pubblici interessati al fine di fornire degli orientamenti operativi condivisi e modelli di organizzazione.
Si procederà, inoltre, alla formazione di figure chiave (psicologi, assistenti sociali, esperti nelle materie legali, volontari) mediante seminari di studio, conferenze e collaborazioni scientifiche, anche con organismi internazionali.

Si farà poi un lavoro sul campo con attività di informazione degli insegnanti per far conoscere il fenomeno e in tal modo prevenirlo o affrontarlo nelle singole situazioni specifiche, con le dovute competenze e soprattutto con sempre maggiore consapevolezza.
Si provvederà, inoltre, alla produzione di strumenti multimediali tra cui la realizzazione di un sito internet, comprendente un blog, che potrebbe fornire consulenza legale, medico-pediatrica on-line a disposizione di genitori e di minori per domande e informazioni sul tema, e, quindi, per fungere da piattaforma in cui tutti soggetti potranno dialogare liberamente e in forma anonima.

Si pensa ancora, alla possibile attivazione di un numero verde quale “ponte” tra il pubblico e i diversi mezzi di informazione e consulenza che la regione metterà a disposizione, garantendo sempre l'anonimato delle richieste.

Si provvederà, inoltre ad un'azione di prevenzione e di rieducazione nelle scuole attraverso operatori altamente qualificati, i quali sapranno "comunicare" con i minori, fornendo loro informazioni sul tema della pedofilia, spiegando loro i rischi che corrono, senza ingenerare in essi spavento o imbarazzo; prevenire l'odioso fenomeno dell'abuso di un minore nei confronti di altro minore, in collaborazione con progetti europei quali Young sex offenders ed affrontando in tal modo il tema della pedofilia in tutte le sue possibili sfaccettature.

Tale azione di prevenzione si espleterà attraverso supporti grafici/cartacei a misura di bambino/adolescente. A tal proposito si ricercherà la collaborazione di privati affinché la diffusione dei supporti avvenga anche in quei luoghi non-scolastici altamente frequentati dai fanciulli e adolescenti.
Sarà compito dell’Osservatorio valutare entro la fine di ogni anno il raggiungimento degli obiettivi fissati, indicando le criticità ancora esistenti e quelle eventualmente emerse nel corso dell'anno.

A tal proposito si farà riferimento allo schema di progetto implementato dall'Unione Europea per valutare il progresso e l'efficacia dei progetti attuati ad ogni livello.
Secondo alcuni studi, una rilevante percentuale dei condannati per pedofilia ha a sua volta subito abusi durante l'infanzia. Spezzare questa catena costituisce il preciso dovere di ogni società civile.