Un viaggio tra Medioevo e Rinascimento nel borgo storico di Stilo per la XXVI edizione del Palio di Ribusa, tra cortei, spettacoli e la riapertura straordinaria della Cattolica.
Tre giorni di rievocazione storica nel centro di Stilo
Per tre giorni il cuore medievale di Stilo ha riaperto le porte alla propria storia. Vicoli, palazzi, cortili e chiese del borgo che diede i natali a Tommaso Campanella sono diventati il palcoscenico di una delle rievocazioni più suggestive dell’estate calabrese.
Il Palio di Ribusa, giunto alla ventiseiesima edizione, ha riportato nel centro storico atmosfere, personaggi e tradizioni di secoli lontani, trasformando il paese ai piedi del Monte Consolino in un grande teatro a cielo aperto. Un viaggio tra Medioevo e Rinascimento che, dal 31 luglio al 2 agosto, ha coinvolto residenti e visitatori.
La manifestazione si è aperta con la tradizionale consegna della bandiera al sindaco Giorgio Tropeano, alla presenza dei rappresentanti degli altri cinque Comuni, gli antichi Casali della Contea. Nel luogo originario indicato dai documenti conservati nell’Archivio storico di Gerace si sono poi svolte l’investitura e la vestizione dei cavalieri, seguite dalla benedizione delle rappresentanze in costume.
Spettacoli, mercati ed esibizioni nel borgo vicereale
Circa duecento artisti internazionali hanno animato il borgo con cortei, duelli, spettacoli equestri, musica antica, falconeria, giullari, sbandieratori, artigiani e artisti del fuoco. Il mercato storico delle arti e dei mestieri, le locande con piatti antichi, vini locali e dolci della tradizione hanno completato una narrazione collettiva nella quale ogni angolo di Stilo ha raccontato un frammento del proprio passato.
Dopo il prologo della prima giornata, il Palio di Ribusa è entrato nel vivo con la Corsa delle Botti. Sono seguite, quindi, le esibizioni dei Cavalieri del Re e dei Tranelli del Drudo e il Gran Corteo Storico.
Centinaia di figuranti provenienti da diverse parti d’Italia hanno attraversato il centro storico nei panni di nobili, dame, cavalieri, armigeri, musici, sbandieratori e archibugieri, rievocando la Contea di Stilo nel periodo vicereale.
La corsa ad anello e l’assegnazione del drappo artistico
La giornata conclusiva è stata dedicata al momento più atteso. Il corteo ha attraversato Porta Stefanina, unica porta medievale rimasta intatta, per raggiungere l’arena del Palio di Ribusa, dove sono stati presentati i Casali. Qui i cavalieri si sono confrontati nelle prove di destrezza, intervallate dai voli liberi dei rapaci, richiamo alla scuola di falconeria che Stilo ospitò in passato. La corsa ad anello, disputata su cinque giri, ha infine assegnato il drappo artistico. Agli altri partecipanti sono state, invece, consegnate le monete coniate per la manifestazione.
La manifestazione trae origine dall’antica Fiera di Ribusa, per secoli importante luogo di incontro commerciale, sociale e istituzionale per la Contea di Stilo e i suoi casali. Conosciuto anche come Festival del Rinascimento calabrese, il Palio di Ribusa rappresenta oggi uno degli eventi identitari della regione e un’importante occasione di promozione turistica per la Vallata dello Stilaro e per l’intera Città metropolitana di Reggio Calabria.
L’edizione 2026 si è ispirata ancora una volta alla vita e al pensiero di Tommaso Campanella, sviluppando il tema «L’Utopia Svelata – Gloria, Idea, Vita, Luce, Idolo, Amore».
«Il Palio di Ribusa rappresenta uno degli eventi simbolo della nostra comunità e una straordinaria occasione di promozione del territorio», ha affermato il sindaco Giorgio Tropeano, ringraziando quanti hanno contribuito all’organizzazione. La direzione artistica è stata affidata a Gigi Miseferi, mentre la regia generale ha portato la firma di Gianluca Foresi.
Salvatore Cirillo: «Palio di Ribusa, vero volto di una Calabria attrattiva»
Alla giornata conclusiva ha preso parte anche il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo.
«Il Palio di Ribusa ci restituisce l’immagine di una Calabria straordinaria, capace di trasformare la propria storia in un’esperienza viva e coinvolgente. Stilo e l’intera Vallata dello Stilaro custodiscono un patrimonio culturale, paesaggistico e umano che merita di essere conosciuto e valorizzato sempre di più. Manifestazioni come questa non celebrano soltanto il passato, ma creano nuove occasioni di crescita per le comunità e rafforzano l’attrattività dei nostri territori. Come presidenza del Consiglio e come Assemblea legislativa continueremo a sostenere eventi così importanti capaci di raccontare il vero volto della nostra Regione», ha dichiarato Salvatore Cirillo.

A rendere ancora più significativa l’edizione 2026 è stata la riapertura alle visite della Cattolica di Stilo, avvenuta alla vigilia dell’evento. Uno dei simboli identitari della regione è così tornato ad accogliere il pubblico, facendo da cornice, all’alba del 2 agosto, a un suggestivo concerto d’arpa.
«La riapertura della Cattolica di Stilo aggiunge valore a una giornata già carica di significato e restituisce alla fruizione collettiva un bene che racconta al mondo la profondità della nostra storia. La sfida è costruire attorno a luoghi come questo una rete capace di unire cultura, turismo e sviluppo, affinché la bellezza diventi un’opportunità concreta per tutto il territorio», ha concluso il presidente Salvatore Cirillo.