Calici, luci e musica per la prima serata reggina di Vinitaly and the City, l’evento enogastronomico sul Lungomare Falcomatà di Reggio Calabria promosso da Regione Calabria e Veronafiere con Arsac e Comune.
Il racconto delle eccellenze e la geografia del vino
Calici, luci, musica e migliaia di visitatori. Per una sera il Lungomare Falcomatà si è trasformato in un elegante salotto a cielo aperto, accompagnando il pubblico lungo un itinerario alla scoperta dei migliori vini calabresi e dei territori nei quali nascono.
La prima serata reggina di Vinitaly and the City ha offerto l’immagine di una Calabria capace di raccontarsi attraverso le proprie eccellenze, trasformando la degustazione in un’esperienza fatta di sapori, paesaggi e storie.

Un esordio partecipato per la manifestazione che, dopo le tre edizioni ospitate a Sibari, è approdata per la prima volta nella città dello Stretto grazie alla sinergia tra Regione Calabria e Veronafiere, con il supporto organizzativo dell’Arsac e del Comune di Reggio Calabria.
Le cinque isole dedicate alle province hanno disegnato sul Lungomare una vera e propria geografia del vino. Di calice in calice, i visitatori hanno attraversato idealmente vigneti affacciati sul mare, colline dell’entroterra e aree nelle quali la viticoltura continua a essere espressione dell’identità e della tenacia delle comunità locali.
Tradizione e innovazione tra degustazioni e cultura
Dietro ogni etichetta c’erano un produttore, una storia familiare, un sapere tramandato e una nuova capacità imprenditoriale. È proprio in questo incontro tra tradizione e innovazione che la manifestazione ha trovato il suo significato più authentic: non una semplice esposizione di prodotti, ma una narrazione corale della Calabria attraverso uno dei suoi comparti più rappresentativi.
Il Lungomare è diventato così il punto di partenza di un viaggio più ampio, scandito da degustazioni, incontri, cooking show, musica e spettacoli. Un percorso capace di unire il vino alle altre produzioni identitarie e di mostrare come l’enogastronomia possa rappresentare una leva concreta di promozione turistica e sviluppo dei territori.

A rendere ancora più riconoscibile la prima edizione reggina è stato il legame con il Museo archeologico nazionale. Le masterclass dedicate ai grandi vini della Calabria e ad altri territori vitivinicoli italiani hanno costruito un dialogo suggestivo tra le cantine e i Bronzi di Riace, tra la cultura materiale del vino e il patrimonio millenario custodito dalla città.
Sviluppo territoriale e proiezione sui mercati internazionali
È il connubio tra vino e cultura richiamato dal presidente della Regione Roberto Occhiuto, convinto che l’esperienza, dopo il successo di Sibari, possa funzionare «ancor di più a Reggio Calabria». L’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo ha posto invece l’accento sulla capacità di un marchio conosciuto a livello internazionale di incontrare una Calabria che sta suscitando crescente interesse nel turismo enogastronomico.
La presenza del presidente dell’Ice, Matteo Zoppas, ha allargato lo sguardo ai mercati internazionali e alle opportunità offerte alle piccole e medie imprese. Per i produttori calabresi, eventi di questa portata possono infatti diventare una vetrina utile per costruire relazioni, raggiungere nuovi clienti e rafforzare la presenza oltre i confini regionali.
Ma il primo risultato è arrivato dalla risposta del pubblico. Una partecipazione che ha alimentato l’entusiasmo espresso dal sindaco Francesco Cannizzaro, il quale ha definito Vinitaly and the City «un grande evento senza precedenti nella storia della città», annunciando già la candidatura di Reggio Calabria a ospitare la seconda edizione.

Le migliaia di persone che hanno animato il Lungomare hanno restituito l’immagine di una città pronta ad accogliere grandi appuntamenti e di un territorio che, quando riesce a fare sistema, sa presentarsi con eleganza, qualità e autorevolezza.
Vinitaly and the City ha raccontato una Calabria che non si limita a mettere in mostra i propri prodotti, ma li trasforma in ambasciatori di luoghi, territori e innovazione. Una regione che sceglie di farsi conoscere partendo dalla propria identità e costruendo attorno a essa un racconto contemporaneo, positivo e riconoscibile.
Poi, a chiudere la prima notte, i fuochi d’artificio esplosi dal mare. Le luci riflesse sulle acque dello Stretto hanno illuminato il Lungomare e accompagnato l’ultimo brindisi, regalando alla serata un finale ancora più suggestivo.