4 Agosto 2026

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Economia

Calabria, l’artigianato guida il turismo esperienziale

Turismo artigianale Calabria Pizzo
Turismo artigianale Calabria Pizzo

Dalle botteghe alle produzioni agroalimentari, dalla ristorazione ai trasporti, l’economia delle vacanze calabresi poggia su una rete capillare di micro e piccole imprese. Un sistema che intercetta la crescita dei viaggi autentici e lontani dalle mete più affollate, ma che deve affrontare la carenza di personale qualificato.

La Calabria nella nuova geografia delle vacanze

Il turismo si conferma uno dei principali motori dell’economia della Calabria e, dietro la crescita del settore, emerge il lavoro quotidiano di migliaia di imprese artigiane che contribuiscono a costruire l’identità dell’offerta regionale.

È quanto emerge dall’ultima elaborazione dell’Osservatorio Mpi di Confartigianato Imprese Calabria, che fotografa il peso dell’artigianato nei comparti direttamente interessati dalla domanda turistica.

Il quadro regionale si inserisce in una trasformazione più ampia delle abitudini di viaggio degli italiani. Secondo le stime di Confartigianato, cresce infatti l’undertourism (turismo verso mete meno frequentate), scelto nel trimestre estivo dal 21,3% dei vacanzieri interessati a esperienze come le visite ai laboratori artigiani, alle aziende e ai siti produttivi. Nel 2019 questa quota si fermava al 7,6%.

Si rafforza così un turismo orientato verso destinazioni alternative alle località tradizionali, con una particolare attenzione per le aree interne, i borghi e le zone montane, territori che rappresentano oltre il 50% della superficie italiana e custodiscono una parte rilevante del patrimonio paesaggistico, produttivo e culturale nazionale.

Un sistema composto da 6.448 imprese

In Calabria sono 6.448 le imprese artigiane attive nei settori collegati alla domanda turistica. Rappresentano il 20,8% dell’intero sistema artigiano regionale, un’incidenza che colloca la regione al secondo posto in Italia, alle spalle della sola Sicilia.

Complessivamente, queste aziende danno lavoro a 15.072 addetti, confermando il ruolo dell’artigianato come uno dei principali fattori di competitività dell’offerta turistica calabrese.

A livello nazionale, le protagoniste del turismo alternativo ed esperienziale sono 204mila imprese artigiane, con 544mila addetti. La maggiore incidenza sul totale dell’artigianato regionale si registra in Sicilia, con il 23,1%, seguita dalla Calabria, con il 20,8%, e dalla Campania, con il 20,5%.

Seguono Sardegna, con il 19,4%, Lazio e Marche, entrambe con il 19,3%, Toscana, con il 18,4%, Basilicata, con il 18,2%, e infine Puglia e Trentino-Alto Adige, entrambe con il 16,8%.

Più assunzioni nel trimestre estivo

Il dinamismo del comparto calabrese trova conferma anche nei dati occupazionali. Tra luglio e settembre 2026, le imprese regionali dei servizi di alloggio, ristorazione e turismo prevedono oltre 12mila assunzioni, pari al 25% di tutti gli ingressi programmati nel trimestre.

La domanda di lavoro cresce del 17,2% rispetto all’estate 2025, una performance superiore sia all’andamento complessivo delle imprese calabresi, fermo al 13,6%, sia al dato nazionale del settore turistico, che registra invece una lieve flessione dello 0,5%.

Accanto ai segnali positivi permane, tuttavia, una criticità che continua a penalizzare le aziende: la difficoltà nel reperire personale qualificato. Il 47,7% delle figure professionali richieste dalle imprese del turismo risulta di difficile reperimento, una percentuale superiore a quella rilevata per il complesso dell’economia regionale.

Una carenza che rischia di limitare la capacità delle imprese di rispondere alla crescente domanda di servizi e di garantire standard qualitativi adeguati durante i periodi di maggiore affluenza.

L’agroalimentare racconta i territori

Analizzando la composizione dell’artigianato calabrese legato al turismo, il comparto più rappresentativo è quello agroalimentare, con 2.049 imprese, pari al 31,8% del totale.

È il settore che più direttamente racconta le eccellenze enogastronomiche della Calabria, attraverso produzioni legate alle tradizioni locali e sempre più apprezzate anche dai visitatori stranieri.

Seguono le altre attività manifatturiere e dei servizi, con 1.340 imprese, pari al 20,8%. Il comparto comprende produzioni artistiche come la ceramica, il vetro, la gioielleria, le lavorazioni del marmo e dei metalli, oltre ai servizi alla persona.

Completano il quadro 1.044 ristoranti e pizzerie, 712 bar, caffè e pasticcerie e 570 imprese dell’abbigliamento e delle calzature. A queste si aggiungono le attività editoriali, i servizi di trasporto delle persone e le imprese impegnate nella cultura e nell’intrattenimento.

Il sistema regionale riflette la struttura dell’artigianato turistico italiano. Delle 204mila imprese coinvolte a livello nazionale, quasi 78mila producono eccellenze manifatturiere tipiche dei diversi territori, dall’abbigliamento alla gioielleria fino agli oggetti d’arte, oppure operano nei servizi alla persona, nei centri benessere, nelle palestre e nella cura degli animali domestici.

Sono invece 37mila le aziende artigiane che producono cibo e bevande, mentre oltre 40mila imprese operano nella ristorazione, tra ristoranti, pizzerie, bar e pasticcerie. Una rete che valorizza le produzioni agroalimentari di qualità e rafforza l’offerta di ospitalità.

Oltre 36mila imprese artigiane, infine, sono impegnate nel trasporto di persone per rispondere alle esigenze di mobilità dei turisti.

Reggio Calabria concentra il 36% delle attività

L’analisi territoriale mette in evidenza differenze significative tra le cinque province calabresi.

Reggio Calabria si conferma il territorio con la più alta vocazione turistica dell’artigianato regionale. Nella provincia operano 2.351 imprese, con 5.091 addetti, e il comparto rappresenta il 24,4% dell’intero artigianato provinciale, il quarto valore più elevato d’Italia.

Da sola, la provincia di Reggio Calabria concentra il 36% di tutto l’artigianato turistico calabrese.

Cosenza segue con 2.087 imprese e 5.034 addetti, confermandosi il secondo sistema produttivo artigiano regionale collegato alla domanda dei visitatori.

Catanzaro conta 957 imprese e 2.408 addetti, mentre Crotone, con 531 imprese e 1.154 addetti, raggiunge un’incidenza del 20,8%, perfettamente in linea con la media regionale.

Vibo Valentia registra infine 522 imprese, 1.385 addetti e un’incidenza del 20,6%, confermando la forte specializzazione turistica del territorio.

Cresce il peso dei visitatori internazionali

L’Osservatorio evidenzia anche il ruolo crescente del turismo internazionale. Sebbene i visitatori stranieri rappresentino ancora il 24% delle presenze in Calabria, la loro incidenza è aumentata costantemente negli ultimi quattro anni.

Nel trimestre estivo, la spesa sostenuta dai turisti non residenti rappresenta circa la metà dell’intera spesa annuale della componente internazionale. Un dato che conferma il progressivo rafforzamento dell’attrattività della Calabria sui mercati esteri.

Il potenziale delle destinazioni alternative emerge anche dai dati nazionali sulle aree montane. In questi territori, il tasso di turisticità, calcolato attraverso il rapporto tra presenze e numero dei residenti, raggiunge il 16,5%, il doppio rispetto alla media italiana.

Il 56,4% dei visitatori della montagna è inoltre costituito da turisti stranieri. Le aree interne italiane concentrano, invece, il 39,4% dei musei e dei siti archeologici, con 1.740 strutture aperte al pubblico.