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Lunedì, 06 Dicembre 2021

Mediterranean cup: vento in poppa nello stretto

Giornate quasi primaverili, mare mosso quanto basta, vento in poppa. Questa la ricetta che ha decretato il pieno successo della XXVIII Edizione della Mediterranean Cup, organizzata dal Circolo Velico Reggio e svoltasi, dall’1 al 4 novembre sul mare dello Stretto Giornate quasi primaverili, mare mosso quanto basta, vento in poppa. Questa la ricetta che ha decretato il pieno successo della XXVIII Edizione della Mediterranean Cup, organizzata dal Circolo Velico Reggio e svoltasi, dall’1 al 4 novembre sul mare dello Stretto davanti al Lungomare di Reggio Calabria. Mattatori dell’edizione 2012, per la categoria Laser Radial, il reggino Giovanni Giordano, e per la categoria Laser 4.7 Cesarina Criscione, di Ragusa. Nelle gare di categoria Optimist, per i Cadetti si è imposto il bolognese Alessandro Caldari, già campione italiano degli under 12, per la categoria Juniores Francesco Chirico, di Marsala.
“Regatare a Reggio è fantastico”. Non è una frase pronunciata da qualche concorrente, ma da un tecnico classe optimist di livello internazionale come Massimo Giorgianni. Non è un caso, quindi, che da ben ventotto anni Reggio ed il suo mare siano la sede privilegiata di questa regata. La Rada Giunchi ed il Lungomare rappresentano infatti uno dei posti più ambiti dove i giovani della vela possono cimentarsi in una pratica rigorosa, affrontando simultaneamente tutte le variabili che il mare può offrire ad un velista: forza del vento, forza del mare, forza delle correnti. In nessun’altra parte al mondo è possibile ritrovare queste particolari condizioni.
Un campo di gara unico al mondo dove i novizi della vela provano a fare sul serio, sfruttando non solo il vento, ma anche le imprevedibili correnti di questo fantastico tratto di mare. Non si spiega altrimenti il crescente successo di questa manifestazione, nata per gioco, su iniziativa dei giovani del Circolo Velico Reggio, che nel 1985 decisero di organizzare in riva allo Stretto una regata sul modello “Optimist d’argento” che si svolge ogni anno sul Lago di Garda. La prima edizione –racconta la storia della Mediterranean Cup – fu propiziata dai contatti del circolo reggino con la Federazione Vela greca, guidata dal tecnico Kostas Priftis e l’allenatore della nazionale yugoslava Morgan Milan. Da allora è stato un crescendo di emozioni e successi, con edizioni sempre più partecipate e la presenza di equipaggi provenienti da ogni parte del mondo, molti dei quali ai vertici nazionali di categoria nei rispettivi Paesi.
Quest’anno erano 150 le barche partecipanti, divise nelle categorie Optimist cadetti, Optimist Juniores, Laser 4.7 e Laser Radial.
A Reggio hanno vissuto quattro giorni davvero straordinari. Regatare qui significa dimostrare esperienza, bravura, competenza, ma soprattutto concentrazione. Bisogna essere pronti a tutto, modificare repentinamente le strategie di gara, sfruttando ora il vento, ora le correnti che improvvisamente cambiano direzione e trascinano veloci la barca verso la vittoria finale.
L’edizione 2012 della Mediterranean Cup si è caratterizzata per il cosidetto “clinic”. Un raduno al quale hanno partecipato le più importanti personalità tecniche della categoria. Oltre al già citato Massimo Giorgianni, Dragan, tecnico della nazionale slovena e l’olimpionica Larissa Nevierov. “E’ da manifestazioni come questa – ha dichiarato il Presidente della Fiv, VI zona Basilicata e Calabria Fabio Colella - che sono usciti molti grandi campioni che poi hanno rappresentato i colori nazionali alle Olimpiadi, ai campionati mondiali di vela, persino nella Coppa America.
Ma protagonista della Mediterranean Cup 2012 non è stato solo il mare ed il suggestivo panorama dello Stretto. La città di Reggio ha rappresentato la Calabria ed ha fatto bene la propria parte, non solo con una larga partecipazione di pubblico e di appassionati della vela, ma anche attraverso l’ospitalità, l’entusiasmo, l’accoglienza calorosa che ha saputo tributare ai partecipanti. Complice un autunno mite, privo di pioggia con un mare incantevole, la città ha offerto il meglio di sé, accattivandosi la simpatia e l’attenzione dei giovani ospiti e dei loro accompagnatori che nelle ore libere da allenamenti e gare hanno visitato in lungo ed in largo la città, i suoi monumenti, le sue strade. Ed a sentire i loro giudizi, tornerebbero volentieri a Reggio e consiglierebbero a tutti di visitare la nostra regione.
Non male, in un periodo di crisi economica internazionale. Reggio e la Calabria hanno, dunque, grandi potenzialità di crescita nel settore turistico, ma hanno anche la grande, forse unica, occasione, di sfruttare gli eventi che possono offrire opportunità di crescita economica ed imprenditoriale in un settore trainante come quello del turismo, e delle competizioni sportive.