Emozioni forti, di quelle che lasciano un segno. E poi riflessioni profonde sul coraggio, sulla tenacia, sulla capacità di rialzarsi. Una rinascita che è sì fisica, ma anche psicologica. Sono stati questi i contenuti di “Una passerella per Grace - L’amore che dà la vita”, l’evento che ha visto le donne oncologiche dell’associazione, sfilare mostrando negli occhi l’orgoglio di chi ce l’ha fatta. Per loro una passerella d’eccezione, allestita all’interno del Consiglio regionale della Calabria.
Un luogo simbolo, che per l’occasione si è trasformato in spazio di condivisione, riscatto e speranza, a testimonianza della vicinanza concreta della massima istituzione territoriale, fortemente voluta dal presidente Salvatore Cirillo.
La passerella come immagine simbolica della vita dove, un passo dietro l’altro, diviene percorso, fatto di tappe difficili ma anche di conquiste.
Ferite nel corpo e nell’anima, segni che raccontano storie difficili, ma anche la tenacia ostinata di non arrendersi. Così la IV edizione dell’evento, portato avanti dalla Presidente Lidia Papisca, con la direzione artistica di Natalia Spanò.
Grande la partecipazione di pubblico che, con grande commozione, ha sostenuto e accompagnato, queste straordinarie donne.
“Nei quasi cinque anni da consigliere regionale - ha affermato il presidente del Consiglio Regionale della Calabria Salvatore Cirillo, rivolgendosi al pubblico presente - mi sono emozionato due volte: la prima quando sono stato eletto presidente e la seconda è questa sera. Guardando sfilare queste donne, osservando i loro volti ei loro occhi, ho colto un’emozione viva, capace di arrivare a tutti noi. Per questo vi dico grazie, per la forza che avete saputo trasmettere”. Cirillo ha inoltre sottolineato il ruolo fondamentale delle istituzioni nel sostenere realtà impegnate sul fronte sociale: “Le istituzioni devono essere al fianco di associazioni come Grace, non solo mettendo a disposizione spazi, ma garantendo un sostegno concreto e continuo. Per ogni progetto futuro, le porte della Presidenza resteranno sempre aperte”.
Sempre sensibile a tematiche di questa portata non poteva mancare la presenza dell’europarlamentare Giusi Princi che ha sottolineato come queste donne siano l’esempio che “ce la si può e ce la si deve fare” e di come la vita vada sempre vissuta con “amore, coraggio e passione”.

Così sulla passerella hanno sfilato non solo donne ma storie che il pubblico ha approfondito attraverso contributi video che hanno detto ciò che già si leggeva nei loro occhi.
A dare senso all’iniziativa è la presidente dell’associazione Grace, Lidia Papisca: “Questa passerella non racconta la moda, ma la vita. Queste donne devono sapere che non sono la malattia, ma stanno vivendo un percorso verso la guarigione. E devono sentirsi accompagnate, sapere che non sono sole”.
Particolarmente toccate e carico di significato il momento del défilé in cui ognuna di queste donne ha camminato, accompagnata da altre donne, rappresentanti di istituzioni, medici, società civile, che hanno stretto loro la mano, sorreggendole passo dopo passo in questo difficile cammino di ritorno alla vita. E poi il ricordo di coloro che non ce l’hanno fatta ha visto in piedi la platea. Applausi e lacrime hanno accompagnato i volti di queste splendide donne e dei loro sorrisi sullo schermo, a testimonianza di un amore che non ha fine e il cui ricordo ha portato alla nascita dell’associazione.




Eccellenze del territorio hanno contribuito a rendere ancora più magica la serata con le loro straordinarie creazioni come il maestro orafo Michele Affidato, l’hair & make-up stylst Francesco Cogliandro e il suo team, il fashion designer Claudio Greco. La voce della cantante Désirée Nobile ha riempito di suggestioni la serata.

Momento importante anche quello della consegna delle targhe ad altre realtà che hanno accompagnato il percorso di Grace nel tempo: il Centro sportivo Andrea Maria (Giuseppe Gangemi ed Emon Ferruggiara), per la disponibilità e il supporto alle attività, e il direttore sanitario del Gom, Salvatore Costarella, per il contributo umano e professionale nel percorso di cura delle donne.

