Lunedì, 11 Dicembre 2023

Un Osservatorio contro le discriminazioni nei luoghi di lavoro:funzioni e membri

È in dirittura d’arrivo l’istituzione dell’Osservatorio regionale contro le discriminazioni nei luoghi di lavoro.

Il nuovo organismo vedrà la luce appena sarà approvata dall’Assemblea la proposta di legge, presentata dal presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, che ha già superato positivamente l’esame delle competenti commissioni consiliari. Il nuovo Osservatorio ha carattere consultivo e di monitoraggio delle attività in materia di salute e sicurezza sul lavoro, delle discriminazioni e delle situazioni di mobbing segnalate. Un ‘presidio’ utile a vigilare sul complesso contesto economico e sociale, di cui è caratterizzato il mondo del lavoro calabrese in questa fase storica, e che opererà in sinergia con l’esistente Osservatorio economico territoriale delle politiche del lavoro.

I COMPONENTI DEL NUOVO OSSERVATORIO

L’organismo, che dovrà riunirsi almeno quattro volte all'anno, sarà composto da tre esperti designati dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale; dall’assessore competente in materia di lavoro o suo delegato; dal dirigente generale del competente dipartimento regionale;  da un rappresentante ciascuno delle confederazioni maggiormente rappresentative a livello sindacale;  da un rappresentante dell’INAIL;  da un rappresentante dell’Ispettorato del Lavoro; da un rappresentante dell’INPS;  da un rappresentante dei consulenti del lavoro, indicato unitariamente dai cinque ordini provinciali della Calabria; da un rappresentante dell’associazione nazionale mutilati invalidi del lavoro, indicato unitariamente dalle cinque sedi territoriali presenti in Calabria.

I COMPITI E IL RAPPORTO ANNUALE

Fra i compiti assegnati all’Osservatorio contro le discriminazioni nei luoghi di lavoro, oltre a quello di stimolare interventi del decisore politico sulla scorta delle segnalazioni ricevute e dei dati ottenuti sui fenomeni oggetto di analisi, di particolare rilevanza c’è la produzione del rapporto annuale, che dovrà essere consegnato al Consiglio regionale entro il 31 marzo di ogni anno. Nello specifico il rapporto dovrà focalizzarsi su: casi di incidenti sui luoghi di lavoro; casi di discriminazione e di mobbing sui luoghi di lavoro; cause di infortunio e malattie professionali con l’evidenziazione delle relative incidenze anche riferite ai singoli settori;  i rischi particolari, ad esempio, dei lavori maggiormente esposti ad impieghi pericolosi, delle sostanze altamente impattanti sulla salute, nonché sull’impiego delle tecnologie;  proposte di intervento immediate di medio-lungo periodo per promuovere la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali.