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Domenica, 28 Novembre 2021

“Mi manca Riva, viaggio di un collezionista di figurine”

L’ultima prova alla regia di Giuseppe Gagliardi per Rai Cinema s’intitola “Mi manca Riva, viaggio di un collezionista di figurine”, Una storia, quella di Angelo alla ricerca dell’ultima figurina per completare l’album Panini, peraltro del suo idolo “Il sinistro di Dio” Gigi Riva, che riporta lo sguardo del regista al primo amore. Al film documentario.

Il film racconta, in chiave ironica, gli aspetti più nostalgici di un mondo solo apparentemente superato dalla tecnologia ma che mantiene intatto il suo fascino ed il suo seguito di appassionati. Mi manca Riva è divertente, ironico, appassionante e, tra il reale ed il surreale,ripercorre cinquant’anni di costume italiano. E’ un viaggio dentro la passione che anima lo spirito da eterno Peter Pan di Angelo, il protagonista. Il dvd è in vendita anche in edicola con il settimanale Panorama. Ecco cosa ne pensa Gagliardi.

Cosa è "Mi manca Riva"?

Un documentario su una grande passione italiana. Lo sguardo è simile a quello che hanno i bambini prima di aprire la bustina delle figurine.

Com'è nato il progetto?

Rai Cinema mi ha chiesto di farlo e ho pensato che fosse una buona occasione per ritornare a sperimentare. Come nel mio primo film, "La vera leggenda di Tony Vilar", anche in questo ho potuto miscelare stili e registri narrativi. Ho fuso documentario e finzione per raccontare la storia di un bambino di 50 anni che non ha perso la voglia di stupirsi davanti alle figurine Panini.

Quando eri piccolo anche tu giocavi con le figurine panini e i giocatori erano i tuoi eroi?

Come la maggior parte dei bambini italiani ho subito la fascinazione dell'album da completare. Interminabili sfide con bambini sconosciuti, per guadagnare figurine e riempire gli spazi vuoti. Non ne ho mai completato uno.

Che cosa hai trovato all'interno di questo mondo di collezionismo?

La chiave del racconto era proprio quella di partire dalla “patologia” dei collezionisti. Ci sono dei personaggi stra-ordinari, qualcuno arriva addirittura a impegnare cinque ore della giornata a questa passione, 365 giorni l'anno. E' un mondo incredibile.

Attraverso la storia del protagonista, il film ripercorre cinquant’anni di storia italiana. come hai fatto questa ricerca e dove ti ha condotto?

Il protagonista ha 50 anni come la Panini di Modena. Questo ci ha dato possibilità di fare un bignami della storia del costume italiano.

Che idea ti sei fatto di questa evoluzione o meglio cambiamento di riferimenti culturali?

Sarebbe un discorso lungo. Quello che è sorprendente è che i bambini italiani, dal 1961 ad oggi, comprano quasi ogni giorno una bustina di figurine, nonostante playstation, la realtà aumentata.

Tornando alla tua regia, con una nuova prova di eclettismo, ritorni alla chiave ironica di personaggi outsider. Che differenza di approccio c'è rispetto ai film come "Tatanka" o "1992", la serie che vedremo in autunno su SkyCinema e che racconta quell'anno fatidico?

L'approccio è molto diverso. Questo tipo di progetti rappresentano per me un'occasione privilegiata per tornare al primo amore."1992" è un bellissimo romanzo in dieci episodi. Una storia sapientemente raccontata dagli sceneggiatori che proprio ora stiamo cucendo al montaggio. Credo che sarà un evento importante per la TV italiana, poter raccontare la storia recente di questo Paese, senza censure e con una grande libertà creativa.