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Giovedì, 02 Dicembre 2021

Intesa per un Piano di tutela della qualità dell’aria

'Qualita' dell'Aria: Pianificazione, Valutazione Misure di mitigazione'' è il tema del convegno che l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria (Arpacal) e la Regione Calabria hanno organizzato presso Auditorium ''Nicola Calipari'' del Consiglio regionale della Calabria.
Il convegno - promosso nell'ambito della progettualità riconducibile al POR FESR Calabria 2007/2013 - si è posto l'obiettivo di presentare gli strumenti di gestione della qualità dell'aria e le linee di indirizzo del nuovo Piano regionale di tutela per la qualità dell'aria.
Durante i lavori sono stati analizzati gli elementi unificanti e le differenze che ancora persistono relativamente al monitoraggio della qualità dell'aria, alla redazione dei piani di azione, alla loro implementazione ed ai risultati raggiunti, e sono state esaminate e discutesse le problematiche comuni a tutto il territorio nazionale ed in particolare quelle relative alle aree del Sud Italia.
“La Regione Calabria, con la nostra collaborazione, si sta dotando di un piano regionale per la tutela della qualità dell’aria, strumento di programmazione che, sulla base di una di una serie di normative tecniche di provenienza comunitaria e nazionale, permetterà un controllo costante, ma anche una pianificazione, delle sorgenti emissive e dei valori di inquinanti misurati”. E’ quanto dichiarato da Sabrina Santagati, direttore generale dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria , all’apertura dei lavori.
Al convegno hanno preso parte tecnici del Ministero dell’Ambiente, Dell’ENEA, dell’ISPRA e delle altre ARPA italiane.
Nel corso della prima sessione tecnica del convegno - moderata dall’ing. Domenico Vottari, referente aria della Direzione scientifica dell’Arpacal - è stato analizzato il contesto nazionale ed europeo e l’evoluzione della normativa in materia, nonché le progettualità che coinvolgono, a cascata, diversi soggetti, dall’Unione Europea sino alle Regioni.
Fabio Romeo del Ministero dell’Ambiente, ha illustrato lo scenario nazionale e comunitario, evidenziando, tra l’altro, come la situazione italiana non sia affatto negativa rispetto al contesto europeo; il ministero dello sviluppo economico, infatti, “fin dal 2002 – ha riferito Romeo – ha dato grande rilevanza allo sviluppo di strumenti di valutazione quali inventari, scenari e modelli di qualità dell’aria, ed in particolare allo sviluppo ed aggiornamento del sistema modellistico MINNI (Modello Integrato Nazionale a supporto della Negoziazione Internazionale sui temi dell’inquinamento atmosferico).
Mariacarmela Cusano, ricercatrice dell’ISPRA ed esperta della qualità dell’aria, ha relazionato sul ruolo che riveste l’Istituto e le agenzie regionali per la protezione dell’ambiente nel contesto nazionale, attraverso una serie di reti regionali che acquisiscono i dati del monitoraggio dell’aria; un complesso di informazioni ambientali che permettono di verificare l’andamento negli anni, su scala nazionale e anche regionale, del monitoraggio dei principali inquinanti.
Antonio Piersanti, ricercatore Enea, è entrato nel vivo della sessione tecnica illustrando il progetto MINNI (Modello Integrato Nazionale a supporto della Negoziazione Internazionale sui temi dell’inquinamento atmosferico), realizzato dall’ENEA e finanziato dal 2002 al 2012 dal Ministero dell'Ambiente. “L'ENEA – ha spiegato Piersanti - elabora ogni cinque anni, e per la prima volta entro il mese di giugno 2014 con riferimento all'anno 2010, simulazioni modellistiche della qualità dell'aria su base nazionale, utilizzando l'inventario delle emissioni nazionale opportunamente scalato. I risultati di tali elaborazioni sono resi disponibili alle Regioni e alle Province autonome per le valutazioni necessarie ai provvedimenti di zonizzazione e di classificazione, rete di misura, piani e misure di qualità dell'aria, ma anche per la valutazione della qualità dell'aria ambiente, nonché la valutazione della qualità dell'aria ambiente e stazioni di misurazione in siti fissi di campionamento in relazione all'ozono”.
La dr.ssa Luisa Ciancarella, anch’essa ricercatrice ENEA, ha approfondito sul “GAINS_Italia: il motore del modello MINNI per le valutazioni di scenario”. “Il GAINS – ha spiegato Ciancarella – è una componente di grande rilevanza per le politiche di qualità dell’aria: è un modello che calcola emissioni e non coincide con un inventario”.
“L’incontro di oggi evidenzia in maniera plastica come sia strategica, anche in chiave di prospettiva, la scelta della Regione di dotarsi di un piano di tutela della qualità dell’aria, e l’Arpacal ha dato, come sempre, il suo contributo tecnico-scientifico  a conferma della sinergia e della collaborazione fattiva tra gli Enti“. E’ quanto dichiarato  Oscar Ielacqua, direttore scientifico dell’Arpacal aprendo i lavori della seconda sessione del convegno moderata da Antonino Votano della Direzione Scientifica.
Apprezzamento “per la proficua attività dei dirigenti dell’Arpacal al servizio di un comparto strategico ai fini della tutela e della salvaguardia dell’ambiente”, è stato espresso dal vicepresidente del Consiglio regionale Alessandro Nicolò, che intervenendo al convegno, ha richiamato il lavoro di qualità che Arpacal e Regione Calabria stanno profondendo rispetto ad un settore chiave sul fronte dello sviluppo sostenibile.
“Un percorso, questo, che oggi celebra un momento importante, rendendo partecipe non solo la comunità scientifica ma tutti i calabresi degli strumenti di gestione e delle linee di indirizzo del nuovo Piano regionale. Il nuovo Documento di tutela dellaqualità dell’aria rappresenta uno dei momenti più qualificanti di quella programmazione e pianificazione che in tutti i campi si rendono fondamentali per una crescita strutturale del territorio calabrese e per consegnare ai cittadini risposte durature ed aspettative più rosee. Lungi da ogni prassi approssimativa che per tanto tempo ci ha accompagnato –ha rilanciato il vicepresidente Nicolò- oggi si mette un punto fermo nel contesto di una politica di confronto e di concertazione. Un laboratorio di idee che diventa momento di dialogo e di riflessione, rappresentando alla comunità calabrese i risultati concreti che la Regione sta producendo in questo settore, ed in particolare l’importanza di una rete di rilevamento della qualità dell’aria”.
“Se è vero che non si può parlare di vivibilità se non esistono le condizioni minime per garantirle e se è vero ancora che la politica è espressione della società, ebbene, oggi segnaliamo con soddisfazione questo contributo, ulteriore testimonianza di una netta inversione di tendenza sul fronte delle politiche ambientali.
Ed è proprio unendo le forze e mettendo insieme competenze, professionalità e passione – ha concluso il vicepresidente Nicolò- che si riuscirà a risollevare le sorti della Calabria, innescando circuiti virtuosi che coinvolgano in particolare ambiente e turismo, su cui si gioca la valorizzazione ed il futuro della nostra terra”.