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Mercoledì, 19 Gennaio 2022

A Roccella Jonica “check-up” sulla corretta alimentazione

In questi giorni a Roccella Ionica, patrocinato dal Consiglio regionale della Calabria, è stato sviluppato il progetto “Il mezzo alimentare”,  “Giornata di check-up e prevenzione gratuita” per promuovere la corretta alimentazione, a cura dell’Associazione nazionale dietisti ANDID della Regione Calabria, In questi giorni a Roccella Ionica, patrocinato dal Consiglio regionale della Calabria, è stato sviluppato il progetto “Il mezzo alimentare”,  “Giornata di check-up e prevenzione gratuita” per promuovere la corretta alimentazione, a cura dell’Associazione nazionale dietisti ANDID della Regione Calabria, di cui è responsabile regionale Elisa Lazzarino.
“E’ la prosecuzione di un percorso che in Calabria – ha spiegato la dottoressa Lazzarino, commentando positivamente i risultati e la partecipazione della giornata di screening a Roccella Ionica –  deve essere sviluppato anche nelle scuole per diffondere, fin dai banchi delle elementari, i sani principi di una corretta ed equilibrata alimentazione”.
I cittadini che hanno volontariamente partecipato al progetto, oltre a ricevere materiale informativo, si sono sottoposti ad una serie di valutazioni: Rilevazione dei dati antropometrici (peso, altezza, circonferenze), calcolo dell’indice di massa corporea (BMI), calcolo del metabolismo basale, misurazione della pressione arteriosa, misurazione del livello di glicemia nel sangue (a digiuno o due ore dopo i pasti).
I risultati di questo screening hanno sostanzialmente confermato una tendenza ormai diffusa nel nostro paese. L’Italia, infatti, tra le nazioni europee, è il paese che registra la più alta percentuale di persone obese o in sovrappeso.
Secondo i dati diffusi dall’Istat nel rapporto “Aspetti della vita quotidiana 2009”, in Italia nel periodo 2001-2009 la percentuale di persone dai 18 anni in su in condizione di normopeso è maggioritaria (50,9 per cento), ma risulta in graduale diminuzione (era del 54,2 per cento nel 2001). Nello stesso periodo parallelamente aumentano la quota di coloro che sono in sovrappeso (dal 33,9 per cento nel 2001 al 36,1 per cento nel 2009) o obesi (dall’8,5 per cento nel 2001 al 10,3 per cento nel 2009).
Non sono dati da prendere sotto gamba. Il sovrappeso e l’obesità sono all’origine di diverse patologie. Dal diabete di Tipo 2 alle malattie cardiovascolari e ipertensione, malattie respiratorie , osteoartrite, problemi psicologici, persino alcune forme di cancro, oltre ad una diffusa alterazione della qualità della vita.
La condizione di sovrappeso è più diffusa tra gli uomini: infatti, risultano in sovrappeso il 45,2 per cento degli uomini rispetto al 27,7 per cento delle donne. Per la condizione di obesità le differenze sono minori: riguarda, infatti, l’11,3 dei primi e il 9,3 per cento delle seconde.
A livello territoriale si osserva che la condizione di sovrappeso e obesità è più diffusa nel Sud (50,9 per cento), in particolare in Molise (51,6 per cento), Campania (51,8 per cento) e Calabria (51,4 per cento).
Le politiche di prevenzione all’obesità sono da tempo al centro delle politiche sanitarie  nazionali e internazionali. Il problema principale riguarda invece la carenza di dati statistici che solo da qualche anno (dal 1999) sono stati inseriti nei programmi dell’Istat, l’Istituto nazionale di statistica.
Diverso è il contesto che riguarda diete e metodi per dimagrire, di cui gli italiani, e non solo, sono bombardati giornalmente in televisione, in internet, sui giornali e sulle riviste. Diete, ricette, prodotti, vari, erbe e così via,  che quando non sono addirittura pericolose per la salute, si dimostrano  assolutamente inutili.  Da qui l’idea del progetto “il mezzo alimentare”, dell’ANDID, che ogni anno, a Roccella Ionica ed in altri numerosi centri della regione, cerca, al di la dello screening preventivo sulla popolazione, di fare chiarezza su quella immensa “giungla informativa” che riguarda diete, cibi e programmi per dimagrire.
L’obesità ed il sovrappeso rappresentano anche un costo economico. Si stima, infatti, che i costi sanitari legati all’obesità ed al sovrappeso si aggirano dal 2 al 7% dei totale. In Italia le persone adulte obese sono quasi 5 milioni, e “pesano”, è proprio il caso di dire, in termini di costi sulla spesa sanitaria nazionale per il 6,7% del totale.  Sono circa 23 miliardi di euro, spesi in massima parte per ricoveri ospedalieri, e per i cosiddetti “costi indiretti”, rappresentati da assenze per malattia e perdita da produttività. Di norma, i soggetti  obesi senza lavoro sono molto più numerosi di quelli con peso normale perché i datori di lavoro preferiscono assumere soggetti non obesi, da cui si aspettano una maggiore produttività e meno giorni di assenza dal lavoro.
Ecco, quindi, la necessità della educazione alimentare e della prevenzione che varie organizzazioni, come l’ANDID, portano avanti nella nostra regione per fornire informazione ed educare la popolazione ad un corretto rapporto con i cibi. Un’attività che il Consiglio regionale della Calabria ha inteso patrocinare, come attenzione e servizio resi al territorio. L’Ocse, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, infatti, sottolinea quanto un approccio preventivo possa rappresentare una soluzione efficace per la lotta all’obesità. Coprendo diverse fasce di età e in particolare i gruppi a rischio, si potrebbe infatti garantire un guadagno di salute importante a prezzi contenuti. Una strategia di questo tipo attuata in Italia  costerebbe poco più di  17 euro a persona;  una quota impercettibile della spesa sanitaria che però, nel nostro Paese, potrebbe salvare circa 75 mila vite e determinare, a medio e lungo termine un consistente abbattimento dei costi legati alle patologie derivanti da obesità e sovrappeso.
La Calabria si sta dimostrando una regione all’avanguardia in questo tipo di intervento, grazie alle campagne di sensibilizzazione e controllo che periodicamente interessano i più importanti centri del nostro territorio.