Monday, 17 January 2022

“Educangenda” entra nelle scuole. La presentazione al “Vittorino da Feltre” da parte del presidente Bova

“C’è un principio sacro nella lotta ad ogni forma di criminalità organizzata: puntare sulla cultura per rompere l’omertà e stimolare le coscienze  e dare un bello  scacco matto al consenso sociale di cui da sempre si nutre la mafia. E’ “C’è un principio sacro nella lotta ad ogni forma di criminalità organizzata: puntare sulla cultura per rompere l’omertà e stimolare le coscienze  e dare un bello  scacco matto al consenso sociale di cui da sempre si nutre la mafia. E’ l’altra faccia dell’azione repressiva che deve sempre esserci, ma che da sola non può bastare”. educagendaAll’istituto scolastico  “Vittorino da Feltre” di Reggio Calabria- dove l’Aula magna ricca di partecipazione offre un bellissimo colpo d’occhio- il presidente della Commissione regionale anti-ndrangheta Arturo Bova parla così ai ragazzi ricordando, insieme con il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Antonio Marziale, di averli già incontrati per l’inaugurazione dell’anno scolastico. L’occasione è la presentazione di “Educ@agenda. Pillole in legalità. Perchè la mafia è una brutta malattia”, diario prodotto da Antonio Federico, insegnante di discipline artistiche, e destinato ai ragazzi della scuola media ( superiore), ricco di illustrazioni e vignette e dotato di una grafica fresca e giovanile per comunicare in modo diretto ed efficace. “Per accompagnare i giovani, ogni giorno, nel rispetto della legalità e sensibilizzarli contro la cultura mafiosa, come Consiglio regionale che ho l’onore di rappresentare in questo momento ed in piena condivisione con il presidente Irto, abbiamo messo in campo questo strumento innovativo, accattivante e ricco di contenuti per conoscere, educare e rispettare la vita. E lasciatemi dire che è bello che l’ideatore sia un giovane del Consiglio regionale, a dimostrazione delle tante risorse interne che esistono e che vanno valorizzate”.

Antonino Federico Antonino Federico


Entriamo dentro i segreti di “Educangenda”. Alcune pagine sono dedicate agli uomini che ogni giorno lottano per combatterla, come Don Luigi Ciotti, i procuratori Gratteri, Cafiero De Rao e molti altri. Ancora, 365 giorni di vignette satiriche hanno il volto di numerosi personaggi, con le simpatiche strip di "Bossolo" un Boss un po' sbadato della malavita in continuo conflitto con il figlio, che ha l'aspirazione di fare il poliziotto. Antonio Federico illustra così il suo lavoro. Non ho fatto nulla di eccezionale, cerco sempre di fare al meglio il mio lavoro. Credo mi sia dovuto come dipendente e soprattutto come cittadino, perché sono davvero stanco di sentire denigrare questa mia regione ed è giusto far conoscere a tutta l’Italia la Calabria che lavora, fatta di gente onesta e non quella dipinta dai copioni delle fiction. Lavorando con i giovani, conosco bene il mondo della scuola, sono un insegnante abilitato e credo che i giovani d’oggi siano davvero troppo soli ed abbiano bisogno di guide e di valori”, dice l’ideatore sostenendo l’importanza che “la Regione Calabria, più di qualsiasi altra, debba rimanere accanto ai  propri cittadini, sostenendoli e aiutandoli con gesti concreti, anche con questo per tutti gli studenti d’Italia, e non solo calabresi”.  Infine, il messaggio del Garante Marziale recupera il valore della memoria storica “quale baluardo per combattere la mafia e rinnovare, nella coscienza dei giovani, esempi come quelli di Falcone, Borsellino e tanti altri che operano con coraggio sul nostro territorio”.