Presentata al Polo culturale Mattia Preti la Relazione annuale del Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità. Dal confronto è emersa la necessità di rafforzare la rete tra istituzioni, famiglie e associazioni.

È stata presentata questa mattina, al Polo culturale Mattia Preti del Consiglio regionale della Calabria, la Relazione annuale 2025 del Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità, avvocato Ernesto Siclari. L’appuntamento ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo associativo, delle professioni e numerose realtà impegnate quotidianamente nella tutela dei diritti delle persone con disabilità, confermandosi un importante momento di confronto sulle politiche di inclusione e sul futuro del welfare regionale.
La Relazione annuale 2025 come strumento di programmazione
Ad aprire i lavori è stato il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, che ha definito la Relazione «uno strumento prezioso di conoscenza e programmazione, capace di orientare concretamente l'azione delle istituzioni».
«Quella che oggi il Garante ci consegna non è una semplice relazione sull'attività svolta, ma una fotografia autentica dei bisogni, delle difficoltà e delle aspettative di tante persone e delle loro famiglie. È da qui che le istituzioni devono partire: dall'ascolto e dalla capacità di trasformare le esigenze della comunità in risposte concrete».
Il presidente ha quindi sottolineato il percorso compiuto dall’Ufficio del Garante nel corso del biennio di attività. «L'avvocato Ernesto Siclari ha saputo costruire un presidio credibile di ascolto e di dialogo, diventando un punto di riferimento per il mondo della disabilità e un interlocutore autorevole delle istituzioni. Il suo lavoro dimostra quanto la figura del Garante possa contribuire a migliorare la qualità dell'azione pubblica, facendo emergere criticità ma soprattutto indicando percorsi e soluzioni. Per questo il Consiglio regionale ha scelto di investire con convinzione sul ruolo dei Garanti, istituendo un Settore dedicato al supporto amministrativo e organizzativo della loro attività. Significa mettere queste figure nelle condizioni di incidere realmente, trasformando l'ascolto in risposte e i diritti in fatti. Continueremo a camminare al loro fianco affinché l'inclusione non sia un obiettivo occasionale, ma diventi il criterio ordinario dell'azione pubblica».
Ernesto Siclari rilancia la sfida della progettazione senza barriere
Nel presentare il bilancio del secondo anno di mandato, Ernesto Siclari ha evidenziato come il Garante sia ormai diventato un punto di raccordo tra la comunità più fragile e la pubblica amministrazione.
«Quando le amministrazioni sono virtuose e lungimiranti, come è stata la Regione Calabria, il Garante può rappresentare un vero intermediario tra le domande che provengono dalla comunità e le istituzioni. Molte delle proposte avanzate in questi mesi sono state accolte e questo dimostra che il dialogo produce risultati concreti».
Siclari ha quindi lanciato una sfida che, prima ancora che amministrativa, è culturale. «Nel 2026 non possiamo più limitarci a parlare di abbattimento delle barriere architettoniche. Dobbiamo imparare a progettare senza barriere. La disabilità non può essere considerata un ostacolo da superare, ma una realtà rispetto alla quale le istituzioni sono chiamate a pianificare servizi, spazi e opportunità fin dall'origine».
Il Garante ha inoltre definito il 2025 «l'anno della consapevolezza», spiegando come il lavoro svolto abbia consentito di conoscere più a fondo i bisogni del territorio e di programmare interventi sempre più efficaci. «Oggi sappiamo con maggiore precisione quali siano le criticità che vivono le persone con disabilità in Calabria. Serve continuare a lavorare insieme, perché solo attraverso il dialogo tra istituzioni, famiglie e associazioni possiamo costruire una società realmente inclusiva».
Una rete territoriale per ascolto, tutela e partecipazione
La Relazione annuale 2025 fotografa un Ufficio del Garante sempre più presente sul territorio e capace di costruire una rete stabile di collaborazione con istituzioni, enti locali, scuole, università e associazioni. Nel corso dell’ultimo anno sono cresciute le richieste di intervento e le occasioni di confronto con le famiglie, mentre numerosi progetti sono stati sviluppati nei settori dell’inclusione, dello sport, della cultura e dell’accessibilità, rafforzando il ruolo del Garante quale presidio permanente di ascolto e tutela.
«Le persone con disabilità – ha sottolineato Siclari – non devono sentirsi soltanto integrate, ma poter offrire il proprio contributo allo sviluppo della società attraverso il lavoro, la cultura, lo sport e la partecipazione attiva alla vita della comunità».
Inclusione e accessibilità come modello di sviluppo
Accanto all’analisi delle criticità ancora esistenti, la Relazione mette in evidenza anche segnali incoraggianti. Si consolida infatti il dialogo tra istituzioni e mondo associativo, cresce la collaborazione tra gli enti e prende sempre più forma una cultura dell’inclusione fondata sulla partecipazione diretta delle persone con disabilità.
È un percorso che supera la logica del semplice abbattimento delle barriere per promuovere una progettazione inclusiva, nella quale accessibilità, autonomia e pari opportunità diventino principi ordinari dell’azione pubblica.
Attraverso un videomessaggio da Strasburgo, dove era impegnata nella sessione plenaria del Parlamento europeo, l’europarlamentare reggina Giusi Princi, componente dell’Intercomitato del Parlamento europeo sui diritti delle persone con disabilità, ha definito la Relazione «uno strumento strategico di indirizzo e responsabilità».
Princi ha richiamato il principio delle Nazioni Unite «Nulla su di noi, senza di noi», ribadendo come il confronto con chi vive quotidianamente la disabilità sia indispensabile per costruire politiche realmente inclusive.
Scuola, politiche sociali e comunità locali al centro del confronto
Sul rapporto tra scuola e disabilità è intervenuta l’assessore regionale all’Istruzione e alle Politiche giovanili, Eulalia Micheli, della Regione Calabria.
Il neo assessore alle Politiche sociali del Comune di Reggio Calabria, Lucia Fio, alla sua prima uscita pubblica dopo la nomina, ha sottolineato l’importanza di rafforzare la rete tra istituzioni e associazioni, evidenziando come la Relazione rappresenti un prezioso punto di partenza per orientare la programmazione delle future politiche sociali dell’Amministrazione comunale.
Particolarmente significativa anche la copertina della Relazione, pubblicata da Laruffa Editore e realizzata da Alessandro nell’ambito del progetto Blue Out (Fuori dal blu) della Cooperativa sociale Intorno a Me 1000 Colori. Due grandi occhi che, come spiegato dallo stesso Siclari, rappresentano «lo sguardo di speranza con cui il mondo della disabilità guarda alle istituzioni», chiedendo ascolto, vicinanza e risposte concrete.
Le istituzioni presenti alla cerimonia della Relazione 2025
Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, il capo di Gabinetto del Consiglio regionale della Calabria, Carmelo Nucera, il vice capo di Gabinetto Sabina Cannizzaro, il direttore generale Sergio Lazzarino, il presidente del Tribunale di Reggio Calabria, Giuseppe Campagna, l’assessore regionale Eulalia Micheli, l’assessore comunale Lucia Fio, il presidente del Consiglio comunale di Reggio Calabria, Federico Milia, il consigliere comunale Fabio Colella, la Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale, Giovanna Russo, la Garante della Disabilità della provincia di Crotone, Fiorella Palmieri, la dirigente del Corecom Calabria, Stefania Lauria, il professore Manganaro, Angelo Sicari dell’Università Mediterranea, il Disability Manager (responsabile per la disabilità) di Calabria Verde, Maria Rita Marrapodi, il presidente regionale di Sport e Salute, Federico Malacrino, rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, delle professioni e delle associazioni.
Il procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, Roberto Di Palma, impossibilitato a partecipare perché impegnato in udienza, ha fatto pervenire il proprio saluto e la propria vicinanza all’iniziativa.
L’intero evento è stato reso pienamente accessibile grazie al servizio di interpretariato Lis assicurato da Teresa Favasuli dell’Ens Calabria.