Thursday, 18 July 2024

Cavità rupestri a Palermiti. Un convegno per saperne di più

Nel cuore della Calabria, nella provincia di Catanzaro, si trova il comune di Palermiti. Questo piccolo borgo, noto per la sua bellezza paesaggistica e il suo patrimonio storico, contiene uno dei ritrovamenti archeologici più affascinanti della regione che stimola uno studio più approfondito per stabilirne la datazione e il legame con qualche ordine religioso.


È questo l’intento che si prefigge la presentazione alla comunità scientifica e alla collettività di Palermiti le cavità rupestri, alcune delle quali con interessanti graffiti di datazione ancora incerta.
L’iniziativa (coordinata dall'antropologa Patrizia Giancotti) organizzata dal Comune in collaborazione con Italia Nostra, la Regione Calabria e il Pontificio istituto archeologia cristiana, si svolgerà venerdì prossimo 28 giugno alle 16,30 nella palestra della scuola media di Palermiti in Largo Nicholas Green. Saranno presenti il sindaco Domenico Emanuele, la soprintendente Stefania Argenti, l’archeologo Domenico Benoci dell’Università Pontificia Regina Apostolorum, l’archeologo Eugenio Donato già collaboratore esterno SABAP e, lo storico Francesco Cosco.
Il rilevante ritrovamento che getta nuova luce sulla storia del piccolo paese del catanzarese, non è stata una circostanza fortuita, bensì frutto di ricerche e di indagini effettuate da Renzo Peronaci e dalla moglie Loredana Teti, palermitesi appassionati di archeologia e storia locale, i quali, hanno preso spunto da una felice intuizione scaturita dalle dichiarazioni di don Innocenzo Lombardo, eminente studioso, già parroco del paese, il quale, indicava il toponimo di Palermiti come derivante dalle parole greche pàlai erimítis, luogo di antico eremitaggio.
L’immediato collegamento eremita-grotta riportò alla memoria antichi racconti familiari, spingendo Peronaci alla ricerca che effettuava insieme alla moglie Loredana, che giunsero agli strabilianti ritrovamenti che verranno illustrati venerdì nel corso della presentazione.
Il complesso iter necessario per arrivare al riconoscimento e al vincolo archeologico è stato possibile grazie all’interessamento personale e alla tenacia del sindaco Domenico Emanuele, supportato dalla sezione Italia Nostra Soverato Guardavalle, nelle persone di Angela Maida e Raffaele Riverso che, allertati da Renzo e Loredana, per primi hanno coadiuvato il sindaco nella segnalazione del ritrovamento agli enti
preposti alla tutela, stimolando la partecipazione di molti soggetti che, a vario titolo, hanno contribuito agli attuali rilevamenti.
Ora le cavità rupestri, nelle quali sono riscontrabili sedute circolari, croci e particolari forme di altare dalla complessa simbologia, sono tutte da studiare: per stabilire una precisa datazione, i legami con qualche particolare ordine religioso, le specifiche destinazioni d’uso, le tipologie dell’eremitaggio.
Per ora si tratta di prime ipotesi dalle quali partire per uno studio approfondito, ma al contempo segna un importante passo per la messa in sicurezza dei siti, verso l’istituzione di un vero e proprio percorso archeologico, potenziale attrattore per studiosi, escursionisti, appassionati di storia e archeologia, e soprattutto del recupero di una preziosa memoria storica locale alla quale è opportuno attribuire tutto il valore che merita.