Sunday, 14 July 2024

Locride capitale italiana della cultura 2025 per 'unire' la Calabria.

Tra pochi giorni, l’iter che dovrebbe portare alla designazione di Capitale Italiana della cultura 2025, dovrebbe raggiungere una fase decisiva, anche se non definitiva.

Infatti, entro il 15 novembre, un’apposita commissione formata da esperti della gestione dei beni culturali, dovrà stilare l’elenco di 10 tra le 15 città che partecipano all’ambita competizione, dai rivolti non solo culturali, ma anche economici e turistici. 
A contendersi la candidatura ci sono: Agrigento – “Il sé, l’altro e la natura”. Aosta – “Città Plurale”. Assisi (Perugia) – “Creature e creatori”. Asti – “Dove si coltiva la cultura”. Bagnoregio (Viterbo) – “Essere Ponti”. Città Metropolitana di Reggio Calabria – “Locride 2025. Tutta un’altra storia”. Enna – “Enna 2025. Il mito nel cuore”. Monte Sant’Angelo (Foggia) – “Un Monte in cammino”. Orvieto (Terni) – “Meta meraviglia la cultura che sconfina”, Otranto (Lecce) – “Mosaico di Culture”. Peccioli (Pisa) – “Val dEra Ora. L’arte di vivere insieme”. Pescina (L’Aquila) “La cultura non spopola”. Roccasecca (Frosinone) – “Vocazioni. La cultura e la ricerca della felicità”. Spoleto (Perugia).
“Locride2025. Tutta un’altra storia” è il progetto che la Città Metropolitana ha messo in campo per valorizzare e rilanciare le grandi ricchezze culturali della Locride. Con il recente sostegno della Regione Calabria, la candidatura potrà contare su una sinergia istituzionale in grado di portare a casa un risultato straordinario per il territorio calabrese.
Un lavoro che parte da lontano, con l’idea costruita dal Gal Terre Locridee, e dal think tank ‘Officine delle idee’, secondo cui, le bellezze, i siti culturali, storici e archeologici, i personaggi, l’umanità e i sapori della locride, avrebbero dovuto avere il giusto riconoscimento. In un lembo bellissimo di terra, in cui insistono ben 42 comuni, negli ultimi quattro anni, si è assistito ad iniziative e progetti di ricerca, che hanno abbracciato i più svariati settori; dalla cultura appunto, all’ambiente; dall’ agricoltura all’inclusione sociale, dalla cooperazione con istituzioni al coinvolgimento di aziende, associazioni ed enti locali.
Una candidatura che punta al rafforzamento e alla valorizzazione di tre pilastri principali: il bagaglio materiale ed immateriale del territorio, e soprattutto, lo sviluppo delle imprese culturali e creative, con particolar riferimento a quelle stanziate nelle aree interne. E’ una sfida che parte dal basso e coinvolge tutti. Le comunità impegnate a ricercare il meglio che la locride possa offrire, attingendo a una storia millenaria, e al contempo, impegnate a ribaltare una reputazione troppo spesso mistificata dalle cronache nazionali. E se è vero che quel meraviglioso territorio porta con sé delle ferite profonde, provocate da disoccupazione, spopolamento e povertà; è altrettanto vero che questo è culla di eccellenze e unicità che lo rendono fortemente attrattivo.
Mi piace per questo sottolineare quel tratto del progetto in cui si parla del “Male che si cura con il bene, ricongiungendo i fili del passato virtuoso con le azioni dello sviluppo futuro”; perché aspira ad un vero e proprio investimento nel tempo, attraverso il quale si possa avere un ritorno concreto che lasci una traccia sul territorio, in grado di comunicare e sostenere l’inestimabile patrimonio culturale ed umano della locride.