Thursday, 27 January 2022

Il primo ambulatorio solidale nella città di Pitagora

“Mesoghios, Mediterraneo”, è un progetto che l’organizzazione umanitaria INTERSOS, ha fortemente inteso far nascere, non a caso, in stretto coordinamento e in costante consultazione con le principali associazioni operanti nel sociale, proprio sul territorio di Crotone.

 progetto Mesoghios a Crotone  che fornisce assistenza socio-sanitaria ai migranti. Il progetto Mesoghios a Crotone fornisce assistenza socio-sanitaria ai migranti.


In particolare con la preziosa collaborazione della cooperativa Agorà Kroton, Kroton Community, Baobab, Auser e Lilt Crotone.
Dopo vari e necessari incontri introduttivi con le autorità comunali della città e con la Prefettura di Crotone, si è giunti alla importante decisione di arrivare alla firma di un protocollo operativo con l’ASP di Crotone, che garantisce il coordinamento dell’ambulatorio con i servizi di base della ASP: smaltimento rifiuti speciali, prescrivibilità delle prestazioni specialistiche e il supporto sanitario verso i centri SPRAR e di Prima Accoglienza del territorio.
L’attività dell’ambulatorio medico MESOGHIOS ha preso il via lo scorso 8 Luglio.
Ed una presentazione contemporanea alla stampa locale, a Crotone, ed a quella nazionale, a Roma, il 23 giugno, ha presentato e reso pubblico il progetto. Il primo di questo tipo in Calabria.
Grazie alla disponibilità della locale sezione della LILT (Lega Italiana Lotta ai Tumori), è stato messo a disposizione del progetto e della associazioni interessate, un ambulatorio già esistente nella zona prospiciente la stazione ferroviaria.
Una soluzione, quella relativa all’ubicazione dell’ambulatorio, veramente importante e fondamentale in questo caso, dal momento che proprio intorno all’area della stazione appunto, gravita un gran numero di migranti, senza uno straccio di assistenza, o in cerca di un vero e proprio orientamento.
E l’operato dell’ambulatorio, guardando a tali e delicate problematiche sociali, è stato immediatamente apprezzato, e diffuso soprattutto attraverso l’efficace strumento del passaparola, dai beneficiari stessi.

La stazione di Crotone è diventato un sito di dimora per i migranti. La stazione di Crotone è diventato un sito di dimora per i migranti.


La costante e capillare informazione fatta dagli operatori Intersos presso i numerosi centri di accoglienza, gli insediamenti informali, i punti di ritrovo dei migranti presenti nella provincia, oltre a consentire un’approfondita conoscenza della realtà locale, ha consegnato inoltre risultati ben precisi in termini di frequenza del servizio ambulatoriale. Tanto che, se il dato si confermerà nel tempo, sarà necessario rivedere, incrementandoli, i giorni di apertura dell’ambulatorio.
Attualmente lo stesso infatti, è aperto due pomeriggi a settimana: il martedì ed il venerdì, dalle 16.00 alle 18.30.
E c’è da aggiungere che le visite sono ormai sempre più frequenti. Diversamente d’altra parte, non avrebbe potuto essere.
“Siamo presenti a Crotone da diversi mesi – ci dice la dottoressa Rita Carravetta, coordinatore medico del progetto Mesoghios a Crotone  che fornisce assistenza socio-sanitaria ai migranti che transitano in città. I nostri pazienti sono soprattutto giovani maschi, che nell’ordinario delle cose dovrebbero incarnare l’idea di salute. Ma molto spesso però, non è affatto cosi. Un giorno ci siamo accorti che la maggior parte dei nostri pazienti si caratterizzavano da una precisa e molto precaria situazione di vita: dimorano tra i binari della stazione e possiedono un regolare permesso di soggiorno, per motivi di diversi, dalla protezione umanitaria al riconoscimento dello status di rifugiato.

La dottoressa Rita Carravetta, coordinatore medico del progetto Mesoghios a Crotone. La dottoressa Rita Carravetta, coordinatore medico del progetto Mesoghios a Crotone.


I migranti, una volta avuto il tanto agognato documenti trovano davanti a sé numerose barriere, primo tra tutti la mancanza di lavoro e quindi di denaro, che lì porta di conseguenza a non potersi spostare da Crotone, e nello stesso tempo, poiché hanno un documento, non posso essere accolti nei centri Sprar, per cui l’unico sito di dimora rimane la stazione ferroviaria”.
Già, la stazione ferroviaria di Crotone dove, ormai transita un solo treno al giorno, e che oggi ha necessariamente e forzatamente cambiato “pelle”.
E’ divisa in una sorta di improvvisati e squallidi “quartieri” a cielo aperto…Il piazzale è abitato dai migranti provenienti dall’Africa sub-sahariana, il primo binario con la “zona cucina”, il secondo binario è abitato dai pakistani, ed infine nel casolare, con l’erba alta intorno a protezione, vivono gli afgani.
“Le malattie contratte, spesso più di una – aggiunge Rita Carravetta - non solo confermano la gravità delle condizioni di vita, che ovviamente facilitano il verificarsi e la trasmissione di infezioni, ma rivelano anche drammaticamente il problema dell’accesso alle cure.
Le patologie rilevate sono immediatamente riconducibili alle condizioni igieniche, alla potabilizzazione dell’acqua e alla situazione abitativa. Le patologie gastroenteriche, osteo-muscolari e respiratorie sono quelle più frequenti. La mancanza di bagni, con conseguente defecazione all’aperto (è stato trovato un vagone merci di un treno fermo alla stazione adibito a toilette), in prossimità degli spazi dove vivono aumenta enormemente i rischi igienici.
Tra le altre a?ezioni riscontrate, vanno anche annoverate quelle che si sviluppano nel cavo orale, legate alla scarsa igiene personale e alla non facile situazione economica. Infine, ma non perché ultima, la gastrite, riconducibili ad una cattiva alimentazione”.
Ma tutte le patologie dei nostri migranti hanno però un unico comune denominatore: la povertà. Che di solito, come nei casi di questi ignari ed innocenti “disgraziati”, viaggia spesso a braccetto con abbandono e disperazione.