Friday, 14 June 2024

Autonomia differenziata, Mancuso: "No a speculazioni partitiche"

“Il Consiglio regionale ha tenuto il dibattito sull’Autonomia regionale differenziata. Ho sottolineato che la previsione costituzionale è stata introdotta dalla riforma

del Titolo V della Carta costituzionale adottata a maggioranza dal Centrosinistra nel 2001 (Governo Amato). E ha preso avvio nel 2017, con la richiesta di trasferimento dei poteri in più materie da parte delle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna e, subito dopo, con gli accordi preliminari delle tre Regioni con il Governo Gentiloni.

Non si tratta dunque, di un’iniziativa che il Centrodestra ha tolto improvvisamente dal cilindro, con l’intento – come alcuni imprudentemente sostengono – di spaccare il Paese e di ampliare i divari di sviluppo Nord – Sud”.

Il presidente del consiglio regionale Filippo Mancuso, nel corso del consiglio regionale tenutosi ieri, ha introdotto l’ultimo punto all’ordine del giorno relativo al dibattito sull’autonomia differenziata.

“Oggi, il nuovo Governo e la maggioranza di centrodestra – con la condivisione della Conferenza Stato-Regione – danno avvio all’istituto costituzionale con un disegno di legge perfettibile in Parlamento e aperto a recepire le osservazioni che dai territori saranno avanzate.

Tutto ciò, con l’obiettivo di rafforzare le prerogative delle autonomie, ampliandone i poteri e le competenze, e per ridare un nuovo protagonismo alle Regioni che, dopo più di mezzo secolo, debbono – da Nord a Sud – assumersi, al cospetto dei cittadini, la responsabilità di governare efficientemente la spesa pubblica, rendendola produttiva e utile per le nostre comunità.

Ben sapendo, naturalmente, che occorrerà garantire incondizionatamente i diritti di cittadinanza su tutto il territorio nazionale. Occorrerà definire entro l’anno i Lep riguardanti i diritti civili e sociali, finanziandoli. E i fabbisogni standard e stabilire quanto lo Stato deve garantire a ciascuna Regione. A tutti i cittadini, ovunque risiedano, bisogna garantire gli stessi servizi e analoghi diritti”.