Wednesday, 01 December 2021

Nucera: "Fermare spoliazione ospedale di Melito Porto Salvo"

“Il presidio ospedaliero di Melito Porto Salvo è una struttura che deve rimanere al servizio, come lo è sempre stato, della popolazione dell’Area grecanica e del basso  ionio reggino, che ormai da troppo tempo sta subendo sulla propria pelle un “Il presidio ospedaliero di Melito Porto Salvo è una struttura che deve rimanere al servizio, come lo è sempre stato, della popolazione dell’Area grecanica e del basso  ionio reggino, che ormai da troppo tempo sta subendo sulla propria pelle un irrazionale taglio dei servizi ai cittadini”.
Lo afferma in una nota il Segretario - questore del Consiglio regionale, Giovanni Nucera.
“Dopo la sostanziale chiusura di tanti reparti, ed in particolare dell’area ginecologica,  il ‘Tiberio Evoli’ rischia l’ennesimo tracollo grazie ad un atto aziendale dell’Asp, partorito con evidente incompetenza,  che relega l’ospedale a mera struttura di primo intervento di emergenza-urgenza, spogliandolo di ogni profilo di medicina complessa che, invece, potrebbe essere  punto di riferimento del territorio e costringe un’intera popolazione a rivolgersi ai ‘Riuniti’, dove, certo, la situazione non è sicuramente migliore per i carichi di lavoro cui è sottoposto il personale sanitario in tutte le sue qualifiche. Io credo continua Giovanni Nucera – che non si possa rimanere inerti di fronte alla richiesta di intervento che sta montando tra l’opinione pubblica dell’Area grecanica e del basso Ionio reggino,   dove la crisi si avverte in modo marcato e dove le occasioni di lavoro sono rarissime se non esistenti. Privare i cittadini dei servizi sanitari basilari costringendoli a defatiganti spostamenti continui verso Reggio – sottolinea  ancora Giovanni Nucera - contraddice ogni criterio di razionalità e aggrava la condizione di vita delle classi sociali più deboli, a partire dai pensionati, la fascia sociale più esposta ai rigori della crisi economica. Se una classe dirigente, per motivi diversi e per sensibilità politiche e culturali anche distanti, non riesce ad avere gli strumenti per tutelare il ‘minimo garantito’ in fatto di assistenza sanitaria, allora, deve seriamente porsi il problema di avviare una pressante iniziativa nei confronti del Governo centrale affinchè si arresti questa tendenza da furia iconoclasta che sta depauperando la sanità nel reggino”.