Saturday, 27 November 2021

La IV Commissioni a Roseto Capo Spulico contro le trivellazioni

La quarta Commissione consiliare, “Assetto e utilizzazione del territorio – protezione dell’Ambiente’, presieduta dal consigliere Gianluca Gallo (Udc), si è riunita in seduta straordinaria e aperta al pubblico  a Roseto Capo Spulico (Cs).
All’ordine del giorno, la richiesta di alcune multinazionali di ottenere le autorizzazioni per la ricerca di idrocarburi nello specchio di mare del Golfo di Taranto, che va da Crotone fino alla città pugliese.
Aprendo i lavori dell’organismo, il presidente Gallo ha affermato, riferendosi all’art. 35 del ‘Decreto Passera’,  come “nessuna legge possa imporre ad una intera regione alcuna volontà. Qui e’ in gioco un modello di sviluppo, e tutta la politica regionale, unitariamente, ha scelto di essere vicina a questi territori. Questo incontro – ha sottolineato ancora Gallo – è un evento straordinario dopo quello seguente al sisma di Mormanno, una scelta di dare voce al territorio che, è bene ricordarlo, ha più volte respinto le richieste di autorizzazioni a trivellare il fondo marino a forti e potenti multinazionali del petrolio e dell’energia. Noi oggi ci siamo riuniti qui per riaffermare la nostra contrarietà a bypassare la volontà di queste popolazioni che hanno scelto da tempo di privilegiare un modello di sviluppo orientato all’agricoltura, alla pesca ed al turismo. Si tratta di punti di forza da salvaguardare e nessuna royalties potrà mai bilanciare il pericolo, che è molto forte, di inquinamento e compromissione dei fondali marini, e non soltanto, che significherebbe la distruzione di siti di straordinaria unicità e bellezza”.
“C’è un clima crescente di preoccupazione – ha detto il consigliere Mario Franchino (Pd)-  e stiamo vivendo un momento simile a quello che impedì lo stoccaggio di scorie nucleari a Scanzano allo Ionio. Contro le trivellazioni, lo scorso 21 dicembre, il Consiglio regionale ha espresso un voto all’unanimità  e inviato alla conoscenza del Ministro, come parere negativo alle trivellazioni: ciò nonostante – ha detto ancora Franchino -  le compagnie hanno continuato ad operare riuscendo ad ottenere la VIA anche sulla secca antistante questo braccio di mare, zona speciale protetta che garantisce la conservazione di undici specie in via di estinzione. Ecco perché diremo prossimamente al ministro Orlando, con la dovuta fermezza ed unità, che la Calabria non ha bisogno di trivellazioni. E per ribadire questa profonda convinzione, organizzeremo per il prossimo mese di settembre una manifestazione interregionale con Basilicata e Puglia per vivere dignitosamente e senza subire decisioni calate dall’alto”.
Il sindaco di Amendolara, Ciminelli, ha detto che “non si possono passivamente accettare scelte scellerate che sanno di ‘razzismo ambientale’. La battaglia deve trovarci uniti, al di là delle militanze politiche e invitare la cittadinanza a partecipare massicciamente il prossimo 27 settembre al tour ‘No  Triv’ con Basilicata e Puglia”.
Il consigliere Emilio De Masi (IdV) ha detto che occorre “superare l’attendismo e dare continuità alle iniziative. Ci sono questioni che non possiamo non affrontare in maniera unitaria. Dobbiamo innalzare il giusto deterrente istituzionale per impedire a chiunque di venire in Calabria e fare ciò che vuole”.
Damiano Guagliardi (Fed. della Sinistra), ha detto che “oggi si sta discutendo di una questione che potrebbe desertificare una area antropologica di straordinario valore culturale e storico-produttivo. Le multinazionali si dimostrano voraci e sanno tutelare meglio degli Stati i loro interessi. Bisogna mobilitare  anche le rappresentanze parlamentari che non possono rimanere inerti alle richieste di tanti sindaci ed associazioni”.
Domenico Talarico, (IdV), ha affermato come sia necessario “innanzitutto elevare la consapevolezza dei pericoli che derivano dalle trivellazioni tra la popolazione. In molte delle relazioni che accompagnano gli investimenti dei grandi gruppi mondiali, molto si dice sulla ‘addomesticabilità’ delle popolazioni locali, come in Calabria. Lo dico perché già nella passata legislatura si sono spalancate molte porte ad interessi delle multinazionali, un segnale di difficoltà della politica che va invertito. Non servono né pale eoliche, né altre centrali di produzione energetica perché la Calabria è largamente autosufficiente da tempo e in condizione di vendere il surplus di energia.  Il nostro mare, dunque, deve essere salvaguardato, anche utilizzando il confronto politico-culturale, e anche con divergenze evidenti”.
Il consigliere Mario Magno (PdL), ha sottolineato “la proficuità dell’incontro su un tema sentito e sofferto dal territorio e dalla nostra regione. Oggi è emerso chiaro un aspetto, cioè che questo problema delle trivellazioni cozza con l’idea di fondo di sviluppo che abbiamo della Calabria. Per tale ragione abbiamo assunto la determinazione di metterci in contrasto con le richieste di trivellazioni, chiamando in causa il ministero, e anche con fermezza. Abbiamo dunque maturato la decisione di intraprendere anche sul piano legislativo, per le materie di competenza delle regioni, per emanare norme a tutela dei nostri territori. Tutto ciò senza sminuire le iniziative dei cittadini, associazioni ed enti locali, che sono arricchimento all’elaborazione della proposta di legge”. Magno, infine, ha posto l’accento sulla necessità di rivedere il piano energetico regionale, poiché scenari e normative nazionali e comunitarie sono cambiate”.
Antonio Scalzo (Pd), ha parlato “di seduta straordinaria per una situazione di pari preoccupazione. Dalla giornata di oggi possiamo trarre importanti indicazioni che saranno certamente tenute in conto. Il primo passo è riflettere su quale futuro per la Calabria. Il sottosuolo della nostra regione nasconde risorse di straordinario impatto ambientale, materia che necessita politiche forti a difesa del territorio, anche a livello interistituzionale. Ecco perché è necessario procedere all’approvazione rapida di una legge”.
Il presidente Gianluca Gallo ha parlato di “obiettivi raggiunti: il primo, è avere aperto la  massima istituzione calabrese alle istituzioni locali, alle associazioni. Il secondo, avere verificato un ‘No! Unanime’ alle trivellazioni e continueremo a metterci la faccia come finora abbiamo fatto”. Inoltre,  Gallo ha proposto una adeguata iniziativa legale di enti territoriali ed associazioni “per inondare il Ministero dell’Ambiente di pareri negativi sulla questione”.  Infine, il presidente della Commissione ha proposto che la Regione Calabria “legiferi per proporre  al Parlamento la modifica dell’art. 35 del ‘Decreto Passera’, magari prima della pausa estiva per rendere più tangibile l’azione che il Consiglio regionale vuole compiere, chiedendo anche l’accesso agli atti ai ministeri interessati coinvolgendole associazioni”.