Wednesday, 01 December 2021

La proposta di Mirabello (Pd) per riformare i Consorzi di Bonifica: "Da undici a cinque, efficaci ed efficienti"

“Dopo l’approfondito  dibattito in Commissione ‘Ambiente e Territorio’ e dopo le inquietanti risultanze emerse in alcune sedute della Commissione  Vigilanza, è necessario intervenire, con rapidità e determinazione, sui Consorzi di bonifica”. E’ quanto afferma  il consigliere regionale del Pd Michele “Dopo l’approfondito  dibattito in Commissione ‘Ambiente e Territorio’ e dopo le inquietanti risultanze emerse in alcune sedute della Commissione  Vigilanza, è necessario intervenire, con rapidità e determinazione, sui Consorzi di bonifica”. E’ quanto afferma  il consigliere regionale del Pd Michele Mirabello che ha annunciato “di aver messo mano ad una proposta di modifica della legge regionale che disciplina la materia”. Aggiunge: “Occorre ridare slancio, trasparenza e  nuove funzioni ai Consorzi di bonifica.

Il presidente della III commissione Michelangelo Mirabello (Pd) Il presidente della III commissione Michelangelo Mirabello (Pd)


Non c’è dubbio! E per farlo,  non si può procedere in maniera estemporanea, ma con una riforma organica del sistema, che superando l’attuale impostazione legislativa e burocratica, ridia un  protagonismo efficace ed efficiente a soggetti indispensabili per la messa in sicurezza del territorio”. Spiega Mirabello: “Dopo la dolorosa chiusura delle Comunità montane e il depotenziamento delle Province, i Consorzi di bonifica rappresentano, in un territorio storicamente segnato dal dissesto idrogeologico, gli unici Enti intermedi in grado di svolgere azioni utili. In Calabria - sottolinea Mirabello - dobbiamo mettere in campo politiche di prevenzione non strettamente legate alle emergenze, ma che guardino oltre e programmino le azioni necessarie e le risorse disponibili. In tal senso, i Consorzi sono gli strumenti con cui attuare  una  strategia di prevenzione dei rischi idrogeologici, attraverso apposite opere strutturali e un impegno finalizzato alla  manutenzione rigorosa del territorio”. Ancora il consigliere regionale: “Da sola, la Regione non può farcela. Serve un impegno sinergico che coinvolga gli enti intermedi, i comuni, le associazioni e gli stessi cittadini. Appare pertanto urgente dare corso ad una  profonda riforma della legge regionale vigente, in modo tale da mettere i Consorzi nelle condizioni  di  affrontare al meglio i compiti cui sono chiamati. Le cronache degli ultimi mesi - argomenta Mirabello -  hanno riportato i tanti  disagi di un modello organizzativo  palesemente  inadeguato e fuori controllo. Non si può assistere alla sua definita consunzione senza reagire”.  Nel merito, la proposta legislativa di Mirabello si sofferma sulla necessità “di ridurne il numero dagli attuali Consorzi di bonifica da undici a cinque. Prevedendo la possibilità che un unico Consorzio gestisca più comprensori di bonifica o sottoambiti” Perché?  “Per  continuare l’opera di spending review avviata dalla Giunta regionale e per consentire ai nuovi Consorzi una gestione di territorio più ampia; così da realizzare economie di scala, razionalizzando la spesa e lo stesso  sistema”. La proposta - Mirabello individua un articolo volto ad assicurare nei periodi di siccità, dopo il consumo umano, priorità all'uso agricolo delle acque. “Inoltre, è essenziale che i Consorzi si adeguino  alle più recenti normative in materia di trasparenza e lotta alla corruzione. E’ indispensabile rafforzare i controlli diretti da parte della Regione in materia di assunzione di personale”. Conclude il consigliere regionale: “Vanno nella giusta direzione le proposte elaborate da altri consiglieri regionali, già all’ordine del giorno dei lavori della IV commissione. E segnatamente quelle che intervengono sui contributi consortili e  il piano di classifica:  il contributo consortile deve essere proporzionale al beneficio fondiario ricevuto. Non solo per sgravare i contribuenti di un ingiustificato balzello, ma anche per evitare ai Consorzi liti giudiziarie che spesso li vedono soccombenti. La proposta non ha l’ambizione di essere esaustiva. E’ aperta al confronto e può senz’altro avvalersi del contributo che verrà, in seno alle competenti Commissioni consiliari, da tutti i soggetti che nella materia hanno ruolo e competenza”.