Tuesday, 30 November 2021

Registro Tumori, strumento fondamentale di prevenzione

Presto il Registro dei Tumori anche per Reggio Calabria? A prospettare questa possibilità, è stata Rosalba Barone del dipartimento Salute della Giunta regionale nel corso dei lavori della terza Commissione consiliare “Sanità, Attività sociali, culturali e formative” dove ha rappresentato Presto il Registro dei Tumori anche per Reggio Calabria? A prospettare questa possibilità, è stata Rosalba Barone del dipartimento Salute della Giunta regionale nel corso dei lavori della terza Commissione consiliare “Sanità, Attività sociali, culturali e formative” dove ha rappresentato il direttore generale Bruno Zito. L’occasione è servita per offrire una panoramica a tutto campo sulle tematiche relative al funzionamento dell’importante strumento nella nostra regione, con particolare accento sulla situazione della città dello Stretto, dove la strada si presenta maggiormente in salita. Riflettori accesi sulla prevenzione- di cui il Registro rappresenta un passaggio fondamentale- ma anche su tante storie familiari messe a dura prova dalla gestione di patologie drammatiche, complesse ed attuali, segnate da un trend in forte crescita. Sono tanti i calabresi che dalle Istituzioni attendono una risposta a supporto del difficile cammino della malattia e per migliorare la loro qualità di vita, elemento, quest’ultimo, che non va perso di vista, perchè strettamente collegato alla dignità e alla centralità dell’individuo con tutto il portato di valori sociali e culturali da custodire. Tutto ciò nel segno di quella cultura solidaristica che guarda alla sofferenza e ai bisogni del prossimo spesso abbandonato nella solitudine della propria malattia. In questo senso, il confronto che si è aperto con le audizioni di varie associazioni che operano sul territorio calabrese rappresenta un precedente significativo per costruire un tavolo di confronto reale tra i bisogni generati dalla sofferenza e tra chi invece ha gli strumenti per agire a tutela della salute pubblica. Queste storie diverse, molte delle quali accompagnate dal classico viaggio della speranza, fanno fronte comune rispetto all’importanza della raccolta di informazioni in un determinato territorio su una patologia in forte crescita e, quindi, al controllo sull’andamento della patologia oncologica attraverso la codifica di informazioni ed archivi in modo da agevolare studi e ricerche. Certamente, il percorso non è facile: l’incidenza dei fattori ambientali e la presenza di sostanze nocive nella nostra regione, oltre la media nazionale, sono da tenere bene a mente in una politica di studio che monitorizzi l’andamento dei tumori nel tempo e ne indirizzi la pianificazione e la valutazione dei programmi di prevenzione, decidendo, al contempo, su come allocare le risorse sanitarie e promuovere la ricerca epidemiologica e clinica. Così come non si presenta agevole la complessa opera di strutturazione dei dati che attengono ai pazienti calabresi visto che, per questa patologia, molti di essi scelgono di farsi curare fuori regione e molti dati non vengono rilevati proprio per questa distanza. Certamente, guardare a chi sta meglio di noi può essere da stimolo,  come il caso della Svizzera dove sono attivi dodici Registri Tumori generali di popolazione, che annotano tutti i casi che si presentano nella popolazione residente nel rispettivo Cantone al momento della diagnosi, qualunque sia il luogo di diagnosi o di cura.