Saturday, 27 November 2021

Prima Commissione: nuove opportunità per i gestori delle edicole calabresi.

La vendita dei prodotti preconfezionati, quali merendine, cioccolatini, caramelle e simili, sarà consentita anche alle edicole esclusive? In attesa che l’Aula si esprima in modo definitivo sulla proposta di legge che detta criteri per l’esercizio da parte dei Comuni calabresi La vendita dei prodotti preconfezionati, quali merendine, cioccolatini, caramelle e simili, sarà consentita anche alle edicole esclusive? In attesa che l’Aula si esprima in modo definitivo sulla proposta di legge che detta criteri per l’esercizio da parte dei Comuni calabresi delle funzioni amministrative in materia di rivendite di quotidiani e periodici, un passo significativo in questa direzione si è consumato  nella prima Commissione “Affari istituzionali e Affari generali”.

Il presidente della Commissione Giuseppe Caputo


L’organismo presieduto da Giuseppe Caputo ha infatti espresso all’unanimità parere favorevole all’integrazione della legge regionale 12 aprile 1990, n. 22, raccogliendo una volontà bi-partisan (l’iniziativa è dei consiglieri Guagliardi, Imbalzano, Giordano, Tripodi, Morrone, Crinò, Mirabelli, Magno, De Gaetano, Bruni, Franchino, Naccari Carlizzi, D. Talarico, Ciconte). Partendo dal calo di vendita del prodotto editoriale e dalla conseguente diminuzione della redditività dell’attività di edicolante, l’obiettivo è autorizzare i titolari di un punto vendita esclusivo allo svolgimento di un’attività di vendita secondaria e marginale (come avviene per i titolari di punti vendita non esclusivi), in sintonia con altre Regioni, e ciò per realizzare un piccolo incremento dei loro guadagni. “Si tratta di una norma fortemente invocata dalle organizzazioni di categoria che permetterà agli edicolanti di avere un’ulteriore, anche se sicuramente minima, fonte di reddito in un periodo caratterizzato da un’inflessione delle vendite dei prodotti editoriali che ha comportato anche la chiusura di numerosi  esercizi e la conseguente cessazione di unimportante servizio”, sottolinea con soddisfazione Damiano Guagliardi che ricorda come “sulla proposta di legge in questione,  si fosse già registrato, all’atto della presentazione, il consenso di ben quattordici consiglieri regionali che avevano condiviso e sostenuto la mia iniziativa. Sono sicuro – rilancia il consigliere regionale- che la legge sarà presto posta all’attenzione della seconda Commissione, il cui presidente, onorevole Imbalzano, ne è cofirmatario al fine di poterla approvare nella prima seduta utile di Consiglio. Di “boccata d’ossigeno” per le edicole calabresi, parla il consigliere regionale Giuseppe Giordano, cofirmatario della proposta di legge. “Si è consumato un passaggio significativo rispetto ad una battaglia che ci ha visti uniti, al di là del colore politico e che abbiamo sostenuto insieme alle organizzazioni di categoria in una fase di profonda crisi che coinvolge migliaia di famiglie calabresi occorrano provvedimenti decisamente più incisivi”, sottolinea Giordano per il quale “l’individuazione di una fonte alternativa di reddito soccorre le edicole in un momento caratterizzato dalla crisi della stampa cartacea che sta portando alla chiusura di molte edicole. In quindicimila hanno chiuso la loro attività nel nostro Paese ed in Calabria la situazione è ancor più allarmante se si considera che molti edicolanti guadagnano meno di 500 euro netti al mese”.
Altro momento produttivo della seduta, il parere favorevole, questa volta a maggioranza, alla proposta di legge del consigliere Parente che prevede “interventi per la diffusione e lo sviluppo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nella pubblica amministrazione regionale e locale”. “Le nuove tecnologie oggi più che mai devono essere di ausilio a tutti i cittadini per essere parte attiva nella vita della Pubblica Amministrazione”, ha spiegato nella sua relazione introduttiva lo stesso consigliere, sottolineando “la necessità che la P.A. parli una sola lingua, considerando che, fino ad ora abbiamo assistito nella nostra regione, come, in verità, nel resto del Paese, ad una struttura amministrativa basata sull’autoreferenzialità dei propri sistemi e, quindi, caratterizzata da mancanza di comunicazione a volte anche all’interno dello stesso ente. Con questa proposta di legge –continua il consigliere regionale- si mira allo sviluppo ed alla diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Poiché il campo è molto vasto, si è voluto innanzitutto restringerlo ad un segmento ben delineato quale è quello della Società dell’informazione  calabrese”. Sullo sfondo, Parente indica un obiettivo importante: “creare una rete regionale della pubblica amministrazione con l’impegno della Regione a completare la rete infrastrutturale ed a ridurre il divario digitale, creare delle piattaforme comunicanti che diffondano i dati aperti della Pubblica Amministrazione favorendo la trasparenza verso tutti gli utenti e, non ultimo, quello di non disperdere le risorse in mille rivoli ma individuare degli interventi unitari nell’innovazione della tecnologia tali  da far convergere gli sforzi prodotti da ciascun soggetto pubblico nel campo delle ITC in un unico programma di azione regionale”. Al centro dei lavori della Commissione, anche l’audizione delle rappresentanze sindacali CGIL Calabria (Mimma Iannello); UGL  Giulia Meliti); UIL Calabria (Angela Condemi) e CISL Calabria (Rosy Perrone) in merito all’introduzione della doppia preferenza di genere (testo unificato frutto di tre proposte in materia).  Gli interventi dei commissari Bruni, Grillo, Guagliardi, Minasi, Nicolò, Parente, D. Talarico, Tripodi e Sulla hanno fatto quadrato sulla necessità di concludere al più presto il percorso in modo da potere utilizzare questo strumento già a partire dalle prossime elezioni amministrative. In questa direzione, l’impegno del presidente Caputo di riportare, in un tempo ragionevole, il provvedimento in Commissione e a seguire, in Aula, per l’approvazione definitiva.