Tuesday, 30 November 2021

Il dibattito in Aula

Il consigliere Rosario Mirabelli (Progetto democratico) mentre interviene in Aula


Sei ore di dibattito, ventinove emendamenti presentati di cui solo tre accolti, martedì 26 giugno, il Consiglio regionale, approva a maggioranza, l’assestamento di Bilancio per il 2012.

Tutto si svolge come programmato in sede di seconda Commissione: le risorse sono ancora più contingentate che in passato per i tagli ai trasferimenti statali e, i vincoli imposti dal Patto di stabilità dettano oggi più che mai l’agenda economica della Regione.

Dunque, anche alla minoranza - pesantemente critica “sull’assenza di scelte coraggiose e di sistema, capaci di imprimere una svolta” - non resta che riconoscere,nonostante tutto, le difficoltà del momento che “tolgono il fiato” in particolare alle famiglie e alle imprese.

Del resto, lo aveva già anticipato, l’assessore al bilancio Giacomo Mancini: “No ad emendamenti privi di copertura finanziaria”, richiamando la politica a rispolverare una regola elementare dell’economia, in passato spesso disattesa, secondo cui ad ogni spesa deve necessariamente corrispondere un’entrata. Principio di gestione che scomoda l’agire del bonus pater familias.

Per queste ragioni, il varo della manovra che, in altre legislature, aveva registrato “sedute-fiume”, impegnando l’Aula anche di notte, stavolta non presenta intoppi di sorta. E’ il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti a rimarcare che se fossero state fatte scelte diverse non si sarebbe potuto garantire a fine mese lo stipendio ai lavoratori che, con contratti vari, operano per la Regione.

il settore stampa; sopra il pubblico durantela seduta


“E’ stato compiuto uno sforzo - aggiunge Scopelliti - la scelta più corretta in un bilancio dove i fondi non ci sono e non possono essere impegnati, rispetto al passato, quando invece c’erano ed erano spesi male”.

Poi una comunicazione sul disavanzo della sanità che annuncia “è sceso sotto i centrotrentanove milioni di euro: ripianato dunque, più della metà del debito, risultato, grazie al quale, il Tavolo Massicci sbloccherà circa 25-30 milioni che potranno esser impegnati in altri settori di primaria importanza”.

Rispettati poi i termini per l’approvazione della manovra sia da parte della Giunta che del Consiglio. A rilanciare il valore di questo risultato è l’assessore Mancini: “La Calabria ha onorato la data del 30 giugno imposta alle Regioni per il varo della legge di assestamento. Di tutte le Regioni d’Italia, la sola Val D’Aosta ha fatto prima di noi. Un traguardo reso possibile dal gioco di squadra tra Esecutivo ed Assemblea e dalla sintonia tra Giuseppe Scopelliti e Francesco Talarico. Così è avvenuto anche per i bilanci di previsione 2011 e 2012 licenziati prima di Natale (cosa mai accaduta in 42 anni di regionalismo)”.

Ma veniamo ai numeri: L’assestamento vale complessivamente 462,3 milioni di euro di cui 397 riguardano la riallocazione obbligatoria di fondi vincolati (Por, Sanità, altri fondi statali), 46 milioni circa, la riallocazione di economie riaccertate su fondi vincolati.

La parte discrezionale, cioè svincolata da obblighi di capitolo, e dunque “manovrabile” secondo le istanze emerse in sede di dibattito e frutto di concertazione, ammonta a soli 19,3 milioni (cosiddette risorse libere).

“Copertura di alcune mensilità del precariato, obbligazioni assunte per le rette socio-sanitarie, trasporti e protezione civile, i settori nei quali sono state canalizzate le risorse libere per far fronte alle necessità urgenti” - ha spiegato l’assessore al ramo.

“Privilegiati dunque i settori sensibili e strategici” - ha rimarcato relazionando in Aula, Candeloro Imbalzano, presidente della Commissione bilancio che ancora sottolinea: “E’ già questa una prima risposta al grido d’allarme lanciato dalla Chiesa calabrese” che ha richiamato i politici ad una maggiore attenzione e responsabilità rispetto all’aumento degli indici di povertà.

E sul tema l’Aula si è pronunciata approvando un ordine del giorno presentato dal capogruppo del Pdl, Gianpaolo Chiappetta: un “cronoprogramma che impegnerà l’Esecutivo ad attuare politiche attive nella direzione già imboccata”.

Sulle problematiche inerenti ilsistema del welfare in Calabria sono intervenuti anche i consiglieri Aiello (Progetto Democratico), Salerno (Pdl), Nucera (Pdl), Pacenza (Pdl), Gallo (Udc), Mimmo Talarico (Idv), Guccione (Pd), Dattolo (Udc), Magno (Pdl), e Franchino (Pd).
A conclusione del dibattito il Governatore ha annunciato una nuova manovra in autunno: una spending review a livello locale, con l’avvio, a settembre, di una stagione di riforme grazie alle quali “si cercherà di razionalizzare le spese relative alle società partecipate recuperando così risorse da investire per fronteggiare le altre emergenze sociali”.
Notizia, quest’ultima che deve spingere i calabresi a “guardare con fiducia al futuro” - sostiene Orsomarso (Pdl) che “plaude al lavoro svolto dalla Giunta in questi due anni per superare la crisi in atto, confidando anche in una prossima congiuntura internazionale favorevole”.
“Sulle difficoltà su cui il Governo regionale si è dovuto misurare”, l’intervento del capogruppo del Pdl, Chiappetta che ha individuato come “il quadro generale già di per sé difficile è stato reso ancora più complesso da almeno tre fattori: la riduzione dei trasferimenti dello Stato centrale; i debiti pregressi della sanità ed il rispetto del Patto distabilità”.

Le misure assunte, ad avviso dell’opposizione, restano inadeguate e insufficienti. “Molti capitoli sono deficitari ed inoltre, l’avanzo di amministrazione risulta determinato da economie calcolate su risorse trasferite allo Stato dall’Unione Europea con annessi vincoli di destinazione” (Mirabelli, Progetto Democratico).
“Di passo indietro nelle politiche sociali col rischio chiusura dei gruppi appartamento e dell’assenza di fondi per lavoratori lsu-lpu forestali, ex Telcal ed ex Sial”, parla De Gaetano (Pd) che boccia “la scelta di ricorrere ad un ordine del giorno anziché affrontare i problemi con la manovra”.

Secondo Censore (Pd) “la stima del fabbisogno in Calabria si aggira intorno ai 200 milioni di euro a fronte di una manovra di soli 19 milioni che vanno a finanziare leggi con importi minimi. Un provvedimento dunque non emendabile che sollecita la riqualificazione del Bilancio con una liberazione di risorse attraverso riforme e revisione delle leggi”.

i banchi dell'opposizione


Concetto rilanciato dal capogruppo del Pd, Principe per il quale “L’assestamento avrebbe dovuto rappresentare occasione per ripartire con una nuova logica, verificando le entrate e le scelte possibili. I problemi prioritari da affrontare oggi anche attraverso una rimodulazione del Por, riguardano soprattutto la famiglia ed il sociale mentre le scelte finanziarie operate vanno in tutt’altra direzione come i 775 mila euro stanziati per l’allestimento di una mostra su Mattia Preti”.

“Di cifra modestissima per le risorse libere, e di mera operazione contabile per la manovra complessiva, assolutamente inadeguata rispetto alle ‘emergenze calabresi’”, ha parlato Vincenzo Ciconte (Progetto Democratico) che si è soffermato anche “sull’assenza di riforme serie degli enti sub-regionali, di quelli strumentali come Afor e Arssa, della mancata redazione del Piano regionale dei trasporti e della permanenza del commissariamento della sanità”. Giordano (Idv) etichetta la manovra come “un fallimento totale rispetto ai bisogni reali della Calabria.

parametri e gli indicatori di riferimento sono impietosi: se è vero da un lato, che si è riusciti a rispettare il Patto di stabilità, dall’altro, si è palesata un’incapacità di affrontare gli sprechi con risorse che, invece, potevano risultare copiose per risolvere questioni nodali”.

Ed a conclusione del suo intervento, ha invitato l’assessore Stillitani “a considerare attentamente le proposte avanzate dalla minoranza che andrebbero a recuperare somme in settori strategici del territorio senza causare nessun squilibrio al bilancio regionale”.