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La pitta catanzarese diventa Deco: il pane che racconta l’anima di una città

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La pitta catanzarese ha sempre avuto un valore che andava oltre la sua forma semplice e il suo profumo caldo. È un pane che parla di famiglia, di mattine lente, di forni accesi quando la città ancora dorme. È un gesto antico che attraversa generazioni, un simbolo che appartiene a tutti. Oggi, quel simbolo riceve un riconoscimento ufficiale: è stato approvato il disciplinare che la consacra prodotto De.co., trasformando una tradizione quotidiana in un patrimonio da proteggere e tramandare. La decisione dell’Amministrazione non è un atto burocratico, ma un atto d’amore verso la città. Con la De.co., la pitta entra in una nuova fase della sua storia: non più soltanto pane delle feste e delle tavole familiari, ma ambasciatrice di un’identità che Catanzaro vuole raccontare con orgoglio.

La pitta è un frammento di vita quotidiana che diventa cultura. È il profumo che riempie le case, il ricordo delle mani che impastano, la convivialità che si rinnova ogni volta che viene portata in tavola. Riconoscerla come prodotto identitario significa affermare che questo sapere antico non appartiene solo al passato, ma è una risorsa viva, capace di generare valore, turismo, curiosità, emozione.

In questa visione si inserisce anche il progetto «Pitta Days – Viaggio di sapori nella tradizione catanzarese», già ammesso nella graduatoria provvisoria dell’avviso regionale «La Calabria che incanta». Un’iniziativa che punta a trasformare la pitta in un’esperienza culturale, un racconto da vivere attraverso eventi, laboratori, percorsi sensoriali. Un modo per far scoprire ai visitatori non solo un prodotto, ma l’anima di una comunità.

La De.co. non è un marchio: è una dichiarazione di appartenenza, un impegno a custodire e valorizzare ciò che rende Catanzaro unica. La pitta catanzarese, da oggi, non è soltanto un prodotto riconosciuto. È una storia collettiva che continua a lievitare. È un simbolo che unisce, un ponte tra passato e futuro, un patrimonio che la città sceglie di proteggere e celebrare.

E mentre il suo profumo continua a diffondersi tra le vie e le case, Catanzaro ritrova in quel pane la sua voce più autentica.

Francesco Mannarino

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