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Mercoledì, 27 Ottobre 2021

La Regione accanto alle donne con i centri antiviolenza

Illustrato a Palazzo Campanella il primo protocollo d’intesa per la promozione di strategie condivise finalizzate al contrasto della violenza sulle donne della Regione Calabria. L’iniziativa si rivolge alle donne italiane e straniere vittime di qualsiasi tipo di violenza domestica, della Illustrato a Palazzo Campanella il primo protocollo d’intesa per la promozione di strategie condivise finalizzate al contrasto della violenza sulle donne della Regione Calabria. L’iniziativa si rivolge alle donne italiane e straniere vittime di qualsiasi tipo di violenza domestica, della tratta ed i loro figli minori, che potranno giovarsi della prima Rete regionale e dei centri antiviolenza ed è stata presentata dall’assessore alle politiche sociali Nazzareno Salerno, alla presenza del presidente della Commissione regionale Pari Opportunità Giovanna Cusumano. Al centro, la promozione dei centri antiviolenza, individuati non solo come antenne territoriali ma come veri presidi di prevenzione e contrasto del fenomeno; la messa in discussione degli stereotipi culturali attraverso azioni di prevenzione con i giovani ed educazione alla cultura delle pari opportunità; pianificazione di interventi concreti a sostegno delle vittime; formazione degli operatori e la programmazione regionale dei servizi per la prevenzione della violenza. Oggi come ieri. Diceva Kofi Annan, Segretario generale delle Nazioni Unite. “La violenza sulle donne è forse la più vergognosa violazione dei diritti umani. E’ forse la più diffusa. Non conosce confini geografici, culturale o di stato sociale. Finchè continuerà non potremo pretendere di realizzare un vero progresso verso l’eguaglianza, lo sviluppo e la pace”. Ebbene, questo il sentire comune che vede la Regione Calabria, in ottemperanza alle più importanti Convenzioni internazionali in tema di violazione del diritti umani e di  violenza sulle donne- ultima in ordine di tempo quella di Istanbul divenuta oggi legge nel nostro Paese- farsi carico di un fenomeno che in tutto il mondo rappresenta una delle principali cause di morte delle donne. Ogni due giorni viene uccisa una donna e, nella maggior parte dei casi, la violenza si consuma nell’ambito familiare o relazionale: da qui, la drammaticità del fenomeno, atto estremo ed ultimo della catena violenta e persecutoria contro le donne in quanto tali. “Sotto i nostri occhi, c’è tutta la drammaticità di questione sociale e tutto ciò che rappresenta in fatto di sicurezza pubblica, di violazione dei diritti umani e delle libertà civili delle donne, di oltraggio ai principi della dignità umana, del diritto alla vita e dell’integrità della persona, della non discriminazione, della parità di genere sia sotto il profilo normativo che sostanziale”, ha detto Giovanna Cusumano, richiamando l’impegno dell’organismo consiliare e la necessità di ripartire dalla formazione dei ragazzi. “E’ anche e soprattutto con la cultura che si riesce a squarciare il velo dell’omertà che nasconde persone e volti che si credevano amici”, ha detto la Cusumano. Il dirigente generale del Dipartimento Lavoro Formazione e politiche sociali Bruno Calvetta ha illustrato l’azione di sistema della Regione per prevenire e contrastare la violenza di genere mentre  l’assessore alle Politiche sociali della Provincia di Crotone Salvatore Pane ha presentato il centro antiviolenza residenziale finanziato dal Dipartimento. “Sottoscriveremo il protocollo che preveda ad oggi 47 soggetti firmatari e tutta una serie di strumenti per una programmazione finalizzata all’emersione di ogni forma di violenza, alla presenza del governatore Scopelliti”, ha detto Salerno, assicurando l’impegno di lavorare  nelle scuole, nelle parrocchie, in sinergia con l’Ufficio Scolastico regionale. E’ una sfida importante che ci impegna tutti”.