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Venerdì, 22 Ottobre 2021

Siglato protocollo d'intesa: “la scuola come cantiere di parità e di legalità"

“La scuola come cantiere di parità e di legalità”. Il progetto  promosso  dalla Commissione regionale Pari Opportunità e l’Ufficio scolastico regionale è stato presentato all’Auditorium Calipari di Palazzo Campanella. Il protocollo d’intesa, che mira ad avviare un percorso multidisciplinare di “La scuola come cantiere di parità e di legalità”. Il progetto  promosso  dalla Commissione regionale Pari Opportunità e l’Ufficio scolastico regionale è stato presentato all’Auditorium Calipari di Palazzo Campanella. Il protocollo d’intesa, che mira ad avviare un percorso multidisciplinare di pedagogia civile presso gli istituti dei tre ordini, è stato sottoscritto dalla presidente della Commissione Pari opportunità Giovanna Cusumano e dal direttore dell’ Ufficio scolastico regionale Francesco Mercurio. Presenti all’incontro il presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico, l’assessore al lavoro Nazareno Salerno, il direttore amministrativo del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria  Giuseppe Crocitta, la responsabile del progetto Rosa Frammartino e lo scrittore Antonio Nicaso.
“La scuola - ha sottolineato il presidente Talarico - è un luogo di formazione di una cultura civica basata sulla legalità, in cui i giovani vengono stimolati alla pratica della responsabilità. I ragazzi, le scuole e le donne sono sempre in prima linea nel percorso politico intrapreso dall’amministrazione regionale. Occorre lavorare sullacoscienza delle persone per dare un futuro diverso alla Calabria”.
Secondo il presidente del Consiglio regionale “L’attività imperterrita della magistratura e delle forze dell’ordine con un’azione di repressione e di prevenzione porta risultati eccellenti, dando fiducia e speranza contro la ‘ndrangheta. I calabresi hanno voglia di lavorare e vivere onestamente; è importante, dunque, isolare coloro che determinano il mancato sviluppo di questa terra. I processi amministrativi devono camminare insieme. La Calabria è una terra di grandi personalismi, al contrario è importante unire per creare un futuro diverso. Se ognuno di noi compie il proprio dovere, è possibile avere il giusto riscatto della nostra terra. Stiamo lavorando per incentivare  politiche a sostegno delle scuole e della famiglia, puntando soprattutto sui giovani. In questo periodo di crisi che attanaglia le famiglie  riteniamo che per edificare una società giusta sia necessario porre in primo piano la cultura come patrimonio per migliorare se stessi e la Calabria. E’  un  progetto che attiva un percorso positivo di collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale  e che va nella direzione intrapresa dall’inizio della legislatura dal Consiglio regionale di valorizzare la scuola  tramite progetti di legalità e cercare di prevenire i fenomeni di criminalità organizzata. I ragazzi si formano sui banchi di scuola. Individuare dunque percorsi positivi significa anche costruire una società migliore. E’ fondamentale – ha concluso il presidente Talarico - che le istituzioni contribuiscano a creare  nelle scuole processi formativi che siano realmente basati sui valori per costruire gli uomini del domani. Questo è un passaggio essenziale in cui crediamo molto per immaginare una Calabria diversa”.
Il progetto, così come ha spiegato nel corso dell’incontro Giovanna Cusumano,  è diretto ad attivare processi di consapevolezza critica rispetto ai modelli dominanti nella società, attraverso un cambiamento culturale sui diritti di piena cittadinanza di donne e uomini.
“La Commissione regionale Pari Opportunità – ha detto - sin dall’insediamento ha inteso avviare un percorso di parità e di crescita personale dell’individuo che possa rendere il cittadino consapevole del propri diritti. E’ necessario intervenire tempestivamente, collaborando  con  le scuole come cantiere in cui costruire il futuro dei ragazzi della nostra regione. Dobbiamo abbattere gli stereotipi di genere che appartengono ad una cultura dominante ed al contrario incentivare politiche in cui le persone hanno pari dignità. Da qualche tempo, abbiamo avviato, in sinergia con il presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti, un progetto per la costituzione dell’Osservatorio regionale sulla violenza. E’ un impegno che abbiamo assunto alla luce dell’aumento degli fatti di cronaca e che stiamo portando avanti. Il nostro intento è collaborare, attivando percorsi in cui i giovani possano esprimere il loro pensiero, al fine di calibrare azioni che diventino strumenti efficaci di parità e di legalità. Vogliamo partire, sottoscrivendo un protocollo con l’Ufficio scolastico regionale e contemporaneamente  presentare nei dettagli il progetto.  L’obiettivo è di confidare nella possibilità di una svolta culturale che passi attraverso il coinvolgimento dei giovani che rappresentano la classe dirigente del futuro. La Calabria – ha concluso Giovanna Cusumano -   ha difficoltà maggiori rispetto ad altre realtà. Tuttavia la presenza di intelligenze notevoli deve porre degli interrogativi sulle necessità della regione per un riscatto pieno e giusto”. La presidente della Commissione regionale Pari Opportunità ha portato i saluti del Procuratore capo di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho.
Secondo l’assessore regionale al Lavoro Nazzareno Salerno, intervenuto in rappresentanza della Giunta regionale, la famiglia e la scuola sono parti fondamentali nei processi di cambiamento socio – culturale.
“Il protocollo d’intesa che è stato siglato – ha spiegato - pone un tassello importante per la diffusione di percorsi multidisciplinari nelle scuole sulla legalità e la parità. I ragazzi devono avere un bagaglio culturale per sapere affrontare le  problematiche che possono presentarsi nella vita, formandoli e inserendoli nel mondo del lavoro. Occorre una politica chiara precisa per raggiungere risultati concreti. I pilastri della democrazia sono la scuola e la sanità, due percorsi che l’amministrazione regionale sta perseguendo con grande intensità per dare un futuro diverso alla Calabria.  Un’iniziativa importante per tracciare un percorso per il futuro della nostra terra. Per questo è necessario un lavoro costante e continuo che dia ai ragazzi una certezza nell’interfacciarsi con le istituzioni”.
Il direttore dell’ Ufficio scolastico regionale Francesco Mercurio insieme alla presidente della Commissione pari Opportunità ha quindi firmato il protocollo d’intesa che pone le basi del progetto che sarà avviato nelle scuole.
“Parlare di diritti e doveri – ha detto Mercurio da parte sua - è il primo passo di una partecipazione democratica. Il progetto intrapreso è diretto al coinvolgimento degli studenti ed attraversoi docenti anche delle famiglie. E’ importante intensificare le sinergie interistituzionali. La scuola  deve essere aperta al territorio e cercare sinergie con le istituzioni, interloquendo sui temi centrali della legalità e della parità”.
Rosa Frammartino, che da anni si occupa dell’elaborazione di progetti nelle scuole,  ha spiegato le varie fasi: “Abbiamo visto che la continuità dell’azione educativa nelle scuole porta a risultati importanti, creando i presupposti per una rivoluzione culturale e un cambiamento radicale di impostazione. Abbiamo predisposto dunque un questionario di ricognizione dei comportamenti, sui pregiudizi, sui modelli sbagliati che esistono nella società, diretto a tutti e tre ordini scolastici. Sarà possibile ricavare  una lettura sociologica e successivamente avviare un lavoro di informazione con i docenti con workshop dedicati e separati a secondo dell’ordine scolastico diviso province scolastiche calabresi. I docenti potranno formarsi ed entrare in contatto con gli strumenti che il progetto mette e a disposizione”.
A tracciare le conclusioni dell’incontro è stato lo scrittore Antonio Nicaso: “E’ necessario lavorare molto anche sul piano politico per cercare di avvicinare  i giovani su quelle che sono le scelte importanti di un territorio, cominciando ad attivare nelle scuole un lavoro di decostruzione del mito. Le mafie riescono ad affascinare i giovani; bisognerebbe, dunque, far capire bene cosa sono le mafie e come operano. Non occorre delegare il compito solo alle agenzie educative, è necessario il coinvolgimento di tutti. Le scuole, ma soprattutto la famiglia, la società, la collettività sono essenziali per la costruzione di una società migliore”.