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Lunedì, 17 Gennaio 2022

Una nuova "mission" per gli Enti sub regionali

E’ un progetto corposo che vorrebbe dare un volto nuovo all’architettura degli enti subregionali ed ausiliari in Calabria. A metterlo nero su bianco è stata la Giunta regionale con la proposta normativa n. 411/9^.
Presentato il 5 ottobre scorso dal Sottosegratario alle Riforme e alla Semplificazione Amministrativa, Alberto Sarra, il provvedimento è ora giunto all’esame della prima Commissione “Affari istituzionali, affari generali, riforme e decentramento”, presieduta dal consigliere Giuseppe Caputo che è anche relatore del testo.

Il presidente della Commissione Giuseppe Caputo


Il progetto di legge che individua sei macroaree prevede una riorganizzazione complessiva mediante l’istituzione, la fusione, l’accorpamento e la soppressione degli enti, delle aziende e delle agenzie regionali, delle fondazioni, delle società e dei consorzi comunque denominati “per il perseguimento - ha spiegato Alberto Sarra - degli obiettivi di economicità, efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa e nel rispetto dei criteri di professionalità, esperienza e qualità morale per quanti saranno chiamati a ricoprire incarichi pubblici”.
Un ripensamento della macchina burocratica e dei costi di gestione s’impone oggi anche per i vincoli fissati dalla Spending Review, pena la decurtazione dei tarsferimenti nazionali. Ma lo spirito del provvedimento raccoglie e fa proprio soprattutto quel sentimento diffuso “che vede nell’eccessiva incidenza della spesa dell’amministrazione pubblica una fonte di sprechi insostenibile in periodi di crisi economica, con una crescente insoddisfazione che minaccia la stessa coesione civile”.
La previsione di un amministratore unico e di organi collegiali ridotti (con massimo tre componenti) e tutti gli altri vantaggi economici derivanti da questo dimensionamento, consentiranno secondo le previsioni, “una riduzione della spesa che si aggira complessivamente intorno ai 17.000.000 di euro annuali nel breve periodo con riflessi positivi nel medio-lungo termine”.
Un obiettivo, quello del risparmio, che si vuole raggiungere “soprattutto grazie alla reductio ad unum all’accorpamento, cioè, in una unica agenzia o azienda”, degli enti che si occupano della stessa materia. In questa cornice si pongono le unificazioni dei consorzi Asi (Consorzi per le Aree di sviluppo industriale) in  un unico consorzio denominato “Consorzio regionale per lo sviluppo delle attività produttive” e dei Parchi marini che confluiranno nel “Parco Marino dei due Mari”.
Rispondono invece all’esigenza di “creare un unico interlocutore per materia omogenea”, la soppressione delle Fondazioni Field, Calabria Etica, Calabria Film Commission, Calabresi nel Mondo. Stessa sorte per le Aterp (Aziende territoriali per l’Edilizia residenziale pubblica) le cui funzioni verranno conferite all’Agenzia regionale per l’Edilizia Abitativa (A.R.E.A).
Secondo il progetto che “adotta tra l’altro controlli interni e sistemi contabili”, sarà soppressa anche la SIAL, società in house della Regione le cui funzioni in materia di politiche sociali e occupazione saranno svolte dall’Azienda Calabria Lavoro.
Questa nuova configurazione che prevede anche la riorganizzazione della Fondazione Mediterranea Terina e l’istituzione dell’Agenzia regionale per il turismo, consentirà secondo il Sottosegretario “da un lato, di mantenere i livelli occupazionali attuali e le sedi periferiche degli enti, dall’altro, di preservare gli interi aggregati di bilancio”.
“L’unico settore sottratto all’intervento di riordino degli enti è quello della sanità - ha sottolineato Alberto Sarra - in quanto sottoposto al regime di commissariamento”.
Parole di compiacimento sono venute anche dal Presidente della Commissione Giuseppe Caputo che ha dichiarato: “Rispetto allo spirito ed alla mission che ispirano questa proposta di legge sarebbe certamente un segnale di grande maturità la condivisione e l’approvazione unanime, in modo bipartisan, da parte dei consiglieri. Soprattutto in questa delicatissima congiuntura europea e nazionale, il saper porsi e l’individuare concrete vie per raggiungere gli obiettivi, sempre declamati, di contenimento e di razionalizzazione della spesa pubblica, è un atto di responsabilità. Per capire l’importanza delle disposizioni contenute in questa proposta e finalizzate alla riorganizzazione di numerosi enti regionali,  basti solo prendere atto che ammonta a 17 milioni di euro l’anno la riduzione di spesa complessivamente stimata, senza considerare tutti i diversi vantaggi organizzativi e gestionali che, senza intaccare il personale attualmente in forza in tutti gli enti coinvolti, potranno essere conseguiti nel medio e lungo termine. Ad esclusione del settore sanità, i settori individuati e per i quali sono previste nuove istituzioni, fusioni, accorpamenti e soppressioni di enti, aziende, fondazioni, agenzie, società e consorzi, sono quelli delle politiche sociali e del lavoro, dei servizi e dell’assistenza finanziaria e servizi reali alle imprese, della gestione del patrimonio immobiliare regionale, della cultura, del turismo, dell’agricoltura, della montagna e delle foreste. Si tratta di una riforma che produrrà non soltanto benefici economici consistenti nel quadro della Spending Review che si prefigge anche e soprattutto di migliorare l’offerta di servizi al cittadino”.
Articolato il dibattito nel corso della prima seduta dedicata alle audizioni ed alla quale hanno preso parte i consiglieri Aurelio Chizzoniti, Demetrio Battaglia, Alfonso Dattolo, Nino De Gaetano, Candeloro Imbalzano, Giuseppe Giordano, Mimmo Talarico, Pasquale Tripodi, Gianpaolo Chiappetta, Alfonsino Grillo, Ottavio Bruni, Fausto Orsomarso e Francesco Sulla.
Dopo i chiarimenti forniti dal Dirigente Generale del Dipartimento Presidenza della Regione Calabria Francesco Zoccali, la parola passa ora a tutti i soggetti interessati dalla riforma e ai sindacati che, in nome dei principi di partecipazione e concertazione, saranno chiamati a dare il loro contributo d’opinione come già hanno fatto, i rappresentanti Alessandra Baldari e Antonio Spataro (CGIL funzione pubblica e SUMIA); Raffaele Blandino e Domenico Zannino (CISL) e Pasquale Ruberto, presidente di Calabria Etica, fondazione destinata ad essere soppressa.